mercoledì 4 gennaio 2017

Mamma, perché?

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Qualche giorno fa parlavo con una mia amica.
La bambina di due anni e mezzo era andata al cimitero e per la prima volta aveva visto la tomba della nonna che lei non ha mai conosciuto. Quando ha saputo che la nonna era in cielo si è messa a piangere. “Piange perché se la nonna è in cielo capisce che potrebbe andarci anche l’altra nonna, o io...”
“Bisogna spiegarle che in cielo c’è un posto bellissimo e che poi tutti si ritrovano sempre. E che sono contenti più lassù che qua. E che un giorno si va a trovarli”, dico io.
“Io eviterei di dirle qualunque cosa fino a che non chiede, e quando chiede le direi “andiamo a vedere” e la guido”.
“Ma ora non è come se avesse chiesto? Se piange, vuole sapere la risposta”, dico.
“No, ancora non sa chiedere. Non sa come chiedere e questo precede lo sforzo di fare la domanda. Se le rimane il dubbio, un giorno questo dubbio avrà forma. Poi lo esprimerà, e allora lì potrò rispondere. Per ora c’è solo l’embrione della domanda. E deve formarsi. La maggior parte della gente non si pone proprio le domande, perché fin da piccoli non facevano in tempo a porsele che già avevano la risposta. Questi sono condizionamenti. E in questo modo li condizioni a non avere nemmeno dubbi. I bambini in realtà hanno sempre delle domande, ma sono embrionali, gli viene risposto prima che il processo di espressione della domanda stessa sia terminato”.

Il pensiero mi va a quello che dice sempre Carpeoro: che la gente non si pone più domande, non si domanda “perché?” ma si chiede solo “come”.
Lo vedo nelle indagini di cui mi sono occupato negli anni.
Nessuno ha mai periziato tutti i proiettili sparati contro la scorta di Moro. Il perché nessuno se l’è mai domandato.
Nessuno ha mai individuato un solo mandante nelle stragi italiane. E nessuno si domanda il perché.
Il mostro di Firenze colpisce a 500 metri dalla casa del PM che conduce le indagini, Piero Luigi Vigna, e nessuno sottolinea la cosa e i giornalisti non notano questa stranezza.  E nessuno si domanda perché.
Ci dicono che bisogna accumulare, avere successo. Ma pochi si domandano perché.
C’è una crisi economica senza precedenti, che potrebbe essere risolta semplicemente se lo Stato si riappropriasse della facoltà di stampare lui la moneta, senza far dipendere le scelte economiche dalla BCE, e se si abbassassero le tasse. Ma nessuno si domanda perché non lo si fa.
Ci dicono che l’ISIS vuole far guerra all’Occidente, e fin qui ok; ma colpiscono solo obiettivi civili, e mai obiettivi militari, o obiettivi seri con cui fare danni incalcolabili (come centrali nucleari, centrali elettriche, ecc.). Ma nessuno si domanda perché.

Non parliamo poi delle domande fondamentali. Perché viviamo? Perché moriamo? Perché esiste il male nel mondo? Perché di qualsiasi cosa, c’è sempre un perché. Ma la gente in effetti si chiede solo come, quasi mai perché.



14 commenti:

Oreo ha detto...

Mamma, perchè Paolo Franceschetti non ricomincia a scrivere articoli interessanti come faceva un tempo su questo blog?


Mamma, perchè è meglio un dito nel culo piuttosto che un dito in un occhio?

Oreo ha detto...

mamma perchè Paolo Franceschetti non ci parla più del famoso black out che si doveva verificare?

Ciccio ha detto...

Se pensi che la gente tenda a chiedersi anche solo "come" sei proprio un ottimista...

Anonimo ha detto...

Le persone difficilmente chiedono il perchè delle cose.Il perchè richiede risposte esaurienti e una "mente" pronta a capire.non comprendere ma capire
Chiarire ad una bambina il concetto di morte è difficile in quanto neanche l'adulto ha veramente conoscenza del processo,si limita a riportare quello che altri hanno detto,si semplifica dicendo che il "cielo" ci accoglierà una volta morti.Le varie confessioni o religioni ci dicono che dopo la morte andremo ad adorare un Dio,di cui nessuno sa nulla.
Ma è proprio nel momento della morte che è concentrato tutta la nostra vita,il risultato delle esperienze e della comprensione avuta che determineranno quell'attimo.
Alla bambina prima di parlare di morte bisogna spiegare che lei è anima,non che possiede un'anima

Paolo Franceschetti ha detto...

Oreo rispondo con ordine alle tue domande

1) Mamma, perchè Paolo Franceschetti non ricomincia a scrivere articoli interessanti come faceva un tempo su questo blog?

Perchè scriverei sempre le stesse cose. E trovo interessanti altri argomenti.


2) Mamma, perchè è meglio un dito nel culo piuttosto che un dito in un occhio?

questa non l'ho capita. Dovresti riformulare la domanda


3) mamma perchè Paolo Franceschetti non ci parla più del famoso black out che si doveva verificare?

Perchè ne ho già parlato. Non si è verificato. E direi che siamo tutti contenti se mi sono sbagliato.

Anonimo ha detto...

Perché

Antonio M. ha detto...

Paolo grazie, per me é uno dei più bei articoli che tu abbia mai scritto perché negli altri con esaustiva professionalità hai sempre dato risposte parziali o complete, hai sempre dato vie da poter percorre. Ma la disarmante semplicità di questo articolo mi sta riportando indietro nel tempo quasi come un percorso terapeutico di consapevolezza, che in fondo il dubbio é l unica certezza per trovare una via personale di crescita. Forse negli ultimi anni ho avuto pochi dubbi. Rimedio subito, grazie di cuore.

Roberto's blog ha detto...

sarebbe da capire Paolo perchè dovresti scrivere sempre le stesse cose, vuol dire che ti sei fermato , come informazioni a qualche anno fa? oppure che la rosa rossa ( se no può parlare ancora ? ) si è fermata ? altrimenti se esiste nella misura e nelle forme che hai sempre detto ci sarebbero sempre nuovi argomenti.
Fammi capire perchè io la tua metamorfosi non la capisco proprio
Roberto

Anonimo ha detto...

Grande Paolo. Non ti curar di lor, ma guarda e passa...

Anonimo ha detto...

Paolo, ti ricordi quando ti diedero la scorta per proteggerti? Hai capito solo dopo che in realtà volevano ucciderti.
Non te ne sei ancora accorto o forse non lo vuoi accettare, ma negli ultimi anni ti hanno dato una scorta peggiore.
Ti hanno affiancato due loschi individui di cui tu ti fidi ciecamente come all' epoca non potevi dubitare della scorta. Uno in un finto sonno e l'altro invece molto attivo. Ti stanno uccidendo caro Paolo, come fai a non rendertene conto? Rifletti un attimo. Guarda quante persone hai risvegliato da quando hai aperto il blog fino al giorno in cui hai conosciuto questi due personaggi e guarda invece cosa è successo dopo.
Hai ragione tu quando dici che il lavoro principale dei servizi non è di uccidere, ma di fare informazione. Ecco, questi due bravi fratelli stanno facendo un'ottima informazione, direttamente e indirettamente. Vuoi una minima prova di quello che dico? Cacciali letteralmente via, sia a livello lavorativo ma soprattutto a livello personale (anche se dovrai pagare un prezzo altissimo, lo so che ci tieni), e vedrai cosa succede. Ti abbraccio.

Paolo Franceschetti ha detto...

caro ultimo anonimo... a me hanno dato una scorta peggiore e mi stanno uccidendo. A te hanno peggiorato la qualità del cervello e ti stanno uccidendo grazie a quella. Ognuno muore della morte che sceglie.

Anonimo ha detto...

Forse sono stato troppo diretto nell'esporti in che situazione ti sei cacciato. E anche la soluzione non è facile da affrontare, me ne rendo conto. Sono sicuro che un giorno capirai, il tuo animo non è cambiato.
In bocca al lupo.

jenseits ha detto...

Perche' Paolo si preoccupa delle masse indirizzate a non farsi domande pero' in altri articoli sottolinea che le medesime masse si meritano quello che soffrono perche' quando per esempio lo stesso Paolo si offre di aiutare i parenti delle vittime degli omicidi rituali quelli rispondono picche non perche' sono disabituai a chiedere ma per pura vigliaccheria o conformismo?

Anonimo ha detto...

Messaggio per Paolo e Solange.
Recentemente Paolo Cucchiarelli ha pubblicato il volume "Morte di un presidente".
Se non lo aveste letto, vi prego di farlo.
Credendo nella vostra onestà intellettuale, vorrei sapere da voi se le scoperte da lui fatte e le ipotesi che ne scaturiscono vanno ad inficiare in qualche modo le teorie e l'interpretazione di certi eventi da voi portate avanti o se possono tranquillamente convivere con esse.
Grazie.
Stefano