mercoledì 30 luglio 2014

L'inesistente fenomeno dei serial killer


da: "Delitti e misteri" di maggio
I serial killer sono un fenomeno sottovalutato e sopravvalutato al tempo stesso, montato ad arte per fini politici e di controllo sociale.



L’informazione ufficiale continua infatti a presentare il serial killer come il simbolo del terrore, dopodiché esistono centinaia di volumi, testi, studi, ecc., che incentrano le loro analisi sulle personalità di questi presunti assassini (l’infanzia, la loro personalità, i traumi subiti, le loro patologie, ecc.).
Addirittura esiste una classificazione con valore internazionale (CSK assassino seriale classico, ASK assassino seriale atipico, e così via).
Sennonché, sia i testi, che gli studi, che il fenomeno, sono un immenso circo mediatico per confondere le idee e dirottare le scienze giuridiche, antropologiche, criminologiche, verso falsi obiettivi.
Consideriamo infatti questi dati:

il fenomeno dell’uccisore seriale, cioè della persona che prova piacere nell’uccidere e nell’infliggere dolore, è esistito da sempre; dall’antica Roma, dove gli schiavi erano massacrati da belve feroci per il divertimento di molti, alle torture degli inquisitori (spesso veri e propri omicidi commessi solo per il piacere di veder soffrire la vittima), ai casi famosi di Gilles de Rais, o di Vlad l’Impalatore.
Tutt’oggi però, ci si dimentica che molti potenti non esitano a scatenare guerre che fanno milioni di morti, la maggior parte delle volte senza un vero motivo; e molti soldati uccidono per il gusto di uccidere, come sa perfettamente chiunque è stato a contatto con la vera guerra.
Alcuni militari, e alcuni politici, quindi, sono dei veri e propri assassini seriali di massa; la differenza sta in due fattori: 1) il numero dei morti (Bush, Obama, o i politici nostrani che firmano le dichiarazioni di guerra, hanno sulla coscienza milioni morti; i serial killer al massimo poche decine); 2) alle guerre ci siamo abituati (finché non ci vanno i nostri figli o non vengono bombardate le nostre case, ovviamente), ai serial killer no.

La letteratura e gli studi di settore non tengono conto, poi, del fatto che molti serial killer classificati come tali, in realtà non sono affatto tali, perché ad un esame approfondito sono innocenti, vittime di errori giudiziari, o addirittura incastrati consapevolmente per depistare dai reali colpevoli.
Solo per fare qualche esempio veloce, i ragazzi coinvolti nei delitti delle Bestie di Satana, come è emerso nell’analisi effettuata dal numero 6 di Delitti e Misteri, sono in realtà innocenti.
Charles Manson, considerato uno degli assassini più feroci della storia del crimine, come cerchiamo
di dimostrare in questo numero, è in realtà innocente.
Damien Echols, condannato per l’omicidio di tre bambini, è stato scagionato e liberato dopo 18 anni.
Angelo Izzo, il cosiddetto Mostro del Circeo, come può constatare chiunque facendo una rapida ricerca su Wikipedia, è in realtà un agente dei servizi segreti, che ha da sempre agito per conto di essi.
Viene spesso presentato come un caso di omicidio seriale (irrisolto) anche il cosiddetto femminicidio di Ciudad Juarez (v. ad es. il recente testo sui serial killer di De Luca e Mastronardi).  Appare evidente invece a chiunque abbia un minimo di logica che oltre 300 donne uccise, senza che l’assassino venga mai scoperto, non costituisce un caso di omicidio seriale, ma di vero e proprio massacro sistematico commesso da autorità militari con coperture ad alti livelli, e lo dimostra il fatto che chiunque abbia tentato di approfondire la vicenda in passato è morto, o si è trovato davanti un muro di depistaggi e false piste che alla fine lo hanno fatto desistere dalla ricerca.
Addirittura alcuni testi (come quello di Accorsi e Centini) annoverano tra i delitti seriali quelli di Unabomber (sic!).

A questo punto la domanda sorge spontanea. Quante sono le vittime di errori giudiziari? Quanti sono gli innocenti in carcere bollati come serial killer? Molti, tanti, troppi.

Nella letteratura e negli studi sui serial killer vengono poi inseriti una serie di casi che sono riconducibili a omicidi di gruppo, come i noti casi di Jack lo Squartatore o del Mostro di Firenze.
In realtà, come abbiamo cercato di dimostrare nel numero 5 di Delitti e Misteri, dietro a questi casi non c’era un serial killer isolato. Dietro ai delitti di Firenze c’era un gruppo di persone (magistrati, giornalisti, medici, politici, poliziotti) che agiva in gruppo per fini rituali. Un gruppo quindi di assassini seriali, che non vengono mai presentati come tali per ovvie ragioni. Dietro ai delitti di Londra, come ho cercato di spiegare nel mio libro “Sistema massonico e Ordine della Rosa Rossa”, c’era un gruppo di insospettabili, tutti appartenenti al ramo deviato della Golden Dawn, tra i quali figuravano Bram Stoker, R.L. Stevenson, oltre al magistrato che indagava, L. Mathers, che era anche uno dei fondatori della Golden Dawn.
In altre parole, vengono presentati come casi (risolti o meno) riconducibili a serial killer casi che in realtà sono da attribuirsi a gruppi di persone, altolocate, spesso ai vertici del potere economico, politico e finanziario.

Infine, un dato che viene regolarmente trascurato dalla letteratura di genere, è quello dei 500 bambini all’anno che scompaiono in Italia. Dai dati ufficiali ricavabili dal sito della Polizia di Stato, infatti, risulta che ogni anno scompaiono nel nulla, senza essere più ritrovati, centinaia di bambini all’anno nella sola Italia (e 2000 persone in tutto, se consideriamo anche i maggiorenni).
Dove finiscono queste persone? Chi è responsabile di queste scomparse?
La risposta a queste domande, ben conosciuta da molti addetti ai lavori, imporrebbe di riscrivere molte analisi sul fenomeno dell’assassinio seriale.

Ne risulta che la maggior parte della letteratura sui serial killer è falsa, peccando da una parte per eccesso (cioè includendo casi inesistenti) e dall’altra per difetto (non comprendendo cioè lo studio e l’analisi di personalità come i magistrati responsabili dei delitti del Mostro di Firenze, di Jack Lo Squartatore, ecc. e ignorando sistematicamente fenomeni come quello dei bambini che scompaiono).

Se poi aggiungiamo che il fenomeno dell’assassino seriale sembra presente soprattutto negli USA e in Europa (insieme questi due continenti sfornano l’88% degli omicidi seriali del mondo, secondo De Luca e Mastronardi) e molti di questi assassini, a sentire le loro dichiarazioni, paiono “eterodiretti” da una volontà esterna, sembra di capire che il fenomeno sia completamente da riscrivere, senza falsità, e da persone competenti.

La mia ipotesi è che quello del vero serial killer sia un fenomeno isolato; il serial killer, poi, che rimane ignoto alla polizia per decenni è quasi inesistente. Quando un colpevole viene scoperto dopo anni o decenni, si tratta in genere di un capro espiatorio per coprire dell’altro. Ma, più in generale, tutto il fenomeno dei serial killer è un’invenzione mediatica per coprire altri delitti, molto più innominabili, commessi da personaggi insospettabili con modalità altrettanto insospettabili.


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15 commenti:

Anonimo ha detto...

Ecco come un massone scrive un articolo su di un serial killer:

Firenze, 11 maggio 2014 ore 22:22 - LO SPETTRO del mostro è stato ricacciato agli inferi della Firenze nera. Sepolto dall’efficienza investigativa, quella bravura da lode che sa più di fiuto ‘clinico’ che di indagine 2.0. Il mostro è ributtato nella memoria e nella storia, l’incubo si dissolve e torna il sorriso. Quello rassicurante di un poliziotto che sicuramente guadagna poco, che rischia sulle volanti e che ha dato una svolta all’inchiesta sul maniaco delle prostitute. Paolo De Giorgi merita la promozione, ma prima di tutto il nostro applauso perché grazie alla sua segnalazione e intuizione l’indagine classica ha avuto un impulso fondamentale e determinante. Alla caccia al criminale seriale hanno lavorato giorno e notte polizia e carabinieri, le procure di Firenze e Prato (forse più singolarmente che insieme). Il risultato è arrivato nell’arco di cinque giorni: un’ alba, quella di venerdì, piena di sole. Un sospiro di sollievo collettivo. Un grande obiettivo raggiunto. Questo conta. Cancella il terrore. Quello che univa ancora una volta ferocia e sangue, sesso deviato, giovani uccisi barbaramente. Restano la tragedia di quella donna seviziata e della sua famiglia. E gli interrogativi su Riccardo Viti e la sua vita da quindici anni all’altro ieri («Ho una pulsione sadica da quando avevo 40 anni» ha detto agli inquirenti).

CRISTINA non deve essere dimenticata. E con lei la sua vita di disperazione e stenti, il suo amore per i figli, di due e quattro anni, ai quali mandava una manciata di euro in Romania. In Italia sperava di trovare lavoro, ha trovato sfruttamento, offese e morte. Che vita era quella di dover stare in strada a vendere il corpo la mattina su un marciapiede a Prato e la sera nel parco delle Cascine a Firenze? Così è avvenuto la domenica prima dell’incontro fatale con il maniaco che le ha offerto trenta euro per «giochi particolari» nel buio della terra di nessuno, dietro le villette di Ugnano. Oltre a lei altre prostitute in questi anni sono state seviziate. Quante non si sa (Viti ha perso il conto e non si ricorda tutto l’elenco del suo tour bestiale).
L’idraulico ha confessato, è dietro le sbarre. Firenze si rasserena, il maniaco è preso. L’incubo è ricacciato agli inferi, una domanda resta sospesa: ma proprio nessuno si era accorto di qualcosa di ‘strano’ in questi quindici anni della sua vita da maniaco della porta accanto?

Poi credo anche che Alice Gruppioni sia un omicidio massonico (cercate le foto del funerale su internet, cercate gli 8 e gli 11).

Anche al funerale dei familiari della strage di Motta Visconti (cercate le foto) si vede un tizio con una maglia a righe con un grande numero 8 sulla schiena.

Vincent ha detto...

Sto ascoltando adesso la puntata del 10–06–2014,nº128 di ‟Border nights” e vorrei chiedere a Paolo qual è il nome della naturopata settantenne (esperta di medicina cinese) di cui parla,lodandola, con Frabetti nella prima parte della trasmissione.
Grazie.

lalla ha detto...

L’importanza
di essere toscani
Il Granducato rivive a Roma

L’ora del «giglio magico» dopo il clan degli avellinesi di De Mita, la Brigata Sassari di Cossiga fino al cerchio magico di Bossi di Gian Antonio Stella

http://www.corriere.it/politica/14_luglio_31/importanza-essere-toscani-granducato-rivive-roma-8322319e-1873-11e4-a9c7-0cafd9bb784c.shtml

Anonimo ha detto...

Salve, ha mai trattato di una strategia di tipo psicologico che va sotto la voce "Gang stalking"? Ci sarebbe molto da scrivere a proposito di questa sorta di psicopatologia collettiva. E potrebbe avere anche dei legami con tutto ciò che scrive. Una nuova forma di manipolazione psicologica che tratta gli stessi stalker a mo' di burattini. In altre parole, da quanto ho potuto verificare in base ai miei studi, queste persone vengono reclutate per infastidire qualcuno è vero, ma sono mosse da una manipolazione mentale di cui loro neanche si accorgono (su internet, nei siti web che ne parlano, questa caratteristica viene ignorata, forse perché non studiano attentamente gli stalker come sto facendo io). Sono convinti di agire per il bene e invece, proprio da sottigliezze di tipo psicologico come il modo di muovere, banalmente, alcune parti del viso, al contrario mi fa capire che non sono poi così convinti di quello che stanno facendo al bersaglio. Subentrano due parti una che è manipolata e un'altra che però viene celata, che poi è quella autenticamente umana per cui magari si tende ad evitare di fare del male agli altri, ma, ripeto, la manipolazione mentale è più forte ed incisiva. Paradossalmente è il contrario, vale a dire la vera autentica violenza psicologica e fisica si compie su questi stalker, non sul bersaglio.
Potrebbe informarsi e magari scrivere qualche riga? Soprattutto sul contrario, cioè su quanto ho esposto e cioè che la violenza autentica è quella che si fa su queste persone, non su quelle che vogliono colpire.

Anonimo ha detto...

Io sono davvero grata a Franceschetti per avermi aperto gli occhi. Però mi sembra che approfondire e trattare ossessivamente questi temi alla fine produca una depressione ed energia estremamente bassa in noi. Capito il meccanismo, perché non insistere invece su come uscirne e "salvarsi"?

NAULUM ha detto...

"Tra luglio e settembre del 2010, in Italia, sono scomparse 1.779 persone. Ne sono state ritrovate 1.434, mentre di 345 si sono perse le tracce. Praticamente ogni giorno sono 19 i soggetti che spariscono e poco meno di 4 non vengono più trovati, nemmeno morti."

Incipit di questo vecchio articoletto http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/680221/19-sparizioni-al-giorno--4.html
Compare anche una dichiarazione del medico legale che ha eseguito l'autopsia su Yara Gambirasio.

qui invece una statistica che copre un arco temporale di 36 anni; http://www.nocensura.com/2010/11/italia-24111-persone-scomparse-mai.html

in entrambi si nota come l'accento sia posto sui "fuggitivi" dagli istituti minorili.
Tra l'altro nessuno si chiede il perché di questo fuggi fuggi?
Le case d'accoglienza non dovrebbero appunto accogliere ed accudire invece di far scappare gli ospiti?

Anonimo ha detto...

Vorrei segnalare la visione, con animo critico, di un bellissimo film di Sordi che raramente viene programmato in televisione: “un borghese piccolo piccolo”. Secondo me anche il regista Mario Monicelli vuole far trapelare nella scena finale che l’omicidio seriale avviene proprio in ambito “massonico deviato”. E’ infatti con lo sguardo assassino di Alberto Sordi che dopo aver ucciso un ragazzo presagisce nuovi omicidi che si chiude il film. Non mi stupirei se anche lo strano suicidio del regista “gettatosi” dalla finestra del suo ospedale non sia invero un omicidio a punizione di chi ha “detto troppo” con le sue opere ….

Anonimo ha detto...

Anonimo 9:39 Troll

Anonimo ha detto...

Salve, sono sempre la persona che le ha parlato del Gang stalking. Le vorrei far notare che chi mi dà del troll è uno degli stalker. Esistono molti commenti, su questo blog, che mi invitano a tacere. Si tratta di gente che spia sia le mie caselle email, sia il mio computer, sia la mia vita. Si radunano in massa per colpire ovunque vada, compresi forum e blog. Ma, come torno a ripetere, sono loro quelli bersaglio della violenza, non io. Ma se a loro sta bene così, affari loro. Non sanno che anche loro sono spiati giornalmente. Non si rendono proprio conto che sono tenuti sotto controllo anche loro.
Hanno inserito un virus nel mio computer, per cui per necessità devo riavviarlo almeno una volta, hanno manomesso il browser, per cui ho dovuto ripristinarlo, hanno accesso al mio account Facebook per cui giornalmente inseriscono degli script ossessivi che ripetono sempre le stesse cose. E' una strategia che ormai riconosco subito.
Giudichi lei se sono un troll o se piuttosto i troll sono quelli che "velatamente" mi vogliono azzittire.

Anonimo ha detto...

Dando un'occhiata ai collaboratori della rivista "delitti e misteri", per la quale Franceschetti collabora,salta all'occhio la presenza del noto criminologo Francesco Bruno, il quale ebbe un ruolo chiave nel processo del "mostro di Firenze" portando avanti la tesi che Pacciani e compagnia bella non fossero i killer ma ciononostante la Carlizzi lo accusò di giocare un ruolo ambiguo all'interno dei "giochi" investigativi e processuali e sulla morte di Pacciani.
Caro Franceschetti, potrebbe gentilmente farci un quadro più chiaro del Bruno e delle vicende che lo hanno interessato con particolare riguardo all'annosa vicenda del "mostro di Firenze"? Grazie.

Paolo Franceschetti ha detto...

Francesco Bruno è un funzionario dei servizi segreti, o perlomeno lo era.

Necessariamente il suo comportamento è ambiguo, perchè fa parte di un apparato che, a grandi linee è corrotto e marcio fino al midollo.

Tuttavia per quel che ho potuto constatare io è l'unico ad aver detto espressamente,a suo tempo che la caratteristiche che gli investigatori attribuivano a Pacciani (essere cacciatore, essere proprietario di una calibro 22, abitare nel Mugello, ecc.) erano le stesse caratteristiche di Vigna.

E' l'unico che, tra i responsabili dei delitti del mostro, additò espressamente il principe Corsini.

E' l'unico che fece una relazione sostenendo si trattasse di delitti esoterici, ma la sua relazione non fu mai acuisita dagli inquirenti.

Insomma, è l'unico che dica le cose come stanno, e stando con lui a tu per tu risulta una persona di cuna chiarezza esemplare. Le cose che dice sono incontestabili e per ora, almeno per i pochi colloqui che ho avuto con lui, non mi ha mai detto cazzate.

Anonimo ha detto...

Riaperto il caso Pantani: non fu suicidio!

Anonimo ha detto...

Scusate non centra nulla ma volevo sapere cosa ne pensa Paolo o altri del sito: www.itajos.com/

Anonimo ha detto...

Grazie per la risposta in merito al professor Bruno.
Sarebbe interessante fare una serie di domande dirette al professore in merito alla tesi secondo la quale Vigna era tra gli esecutori materiale degli omicidi e al ruolo della "rosa rossa" sia su aspetti generali che nello specifico del caso "mostro di Firenze". Credo inoltre che possa dare qualche chiave di lettura in più rispetto alle circostanze che portarono alla morte della professoressa Gatto Trocchi.
Grazie ancora.

Anonimo ha detto...

Anonimo 01 agosto 2014 12:00

PICCOLI MASSONI CRESCONO :)