venerdì 31 gennaio 2014

Il tranquillo lavoro dell'avvocato



Paolo Franceschetti

Notte tra il 1° e il 2 giugno 2005, a Nereto. L’avvocato Libero Masi, noto nella zona perché presidente di Slow Food Abruzzo, viene ritrovato cadavere in casa, smembrato a colpi di ascia insieme alla moglie. Ai cadaveri mancano i denti. Il paesino è un tipico borgo abruzzese, con pochissimi abitanti, in cui è quasi impossibile muoversi senza essere notati, eppure il colpevole non verrà mai trovato. La magistratura apporrà addirittura il segreto di stato sul fascicolo.
Secondo la migliore tradizione giudiziaria non solo italiana, a un certo punto emerge un reo confesso; si chiama Massimo Bosco, è il solito sfigato, drogato, barbone, analfabeta (stesso copione che troviamo in Olindo e Rosa, come i ragazzi delle Bestie di Satana, come Michele Misseri, come i compagni di merende nel Mostro di Firenze), che si autoaccusa del delitto. La sua versione è talmente strampalata che questa volta i giudici non credono all’autoaccusa e lasciano libero il reo confesso; costui, trasferitosi a Castiglion Fibocchi, verrà poi a sua volta assassinato il 14 novembre 2013 a colpi di pietra e bastoni da due barboni, ufficialmente per un posto in tenda, ma più probabilmente per mettere a tacere un testimone che un giorno o l’altro avrebbe potuto raccontare chi e perché lo aveva istruito a “confessare”.

Luglio 2007. Si suicida l’avvocato Corso Bovio nel suo studio, sparandosi con una 357. Nessuno crede al suicidio, ma ovviamente gli inquirenti concludono subito per un suicidio, mettendo una pietra tombale alla possibilità di cercare la verità.


20.11.2009. L’avvocato Luca Fontana viene trovato morto. Nel suo studio, secondo un giornale; nella sua casa, impiccato con una sciarpa (sic!) legato alla scala a chiocciola di casa. 

21.1.2010. L’avvocato Antonio Colella si suicida nella doccia. E’ praticamente impossibile suicidarsi in una doccia, non essendoci spazio per lanciarsi nel vuoto, e non essendo in genere le strutture idrauliche di una doccia così resistenti da reggere il peso di un corpo umano. Ma tant’è… il caso è chiuso. In fondo, concludono laconicamente i giornali, qualche mese prima si era suicidato anche Luca Fontana. Una zona sfigata, quella del padovano.

26.2.2010. L’avvocato Enzo Fragalà, parlamentare di AN, viene aggredito fuori dal suo studio a Palermo. Gli viene fracassato il cranio. Una modalità quindi non tipicamente mafiosa, ma tipicamente massonica. Risultato delle indagini: è stata la mafia. Interesse dei media per la notizia: zero.

17.9.2010. L’avvocato Monica Anelli, nipote dello scrittore Stefano Anelli, alias John Kleeves, viene assassinata dallo zio con un colpo di balestra, stando a quel che dicono i giornali. Lo zio poi si suiciderà (sempre con un colpo di balestra) in auto. In realtà Stefano Anelli da anni si occupava dell’ingerenza della CIA in Italia, toccando quindi temi molto scomodi. Il suo è un caso classico di duplice omicidio, fatto passare per omicidio-suicidio al fine di liquidare il caso senza troppo clamore e senza alcuna indagine.
Ma per gli inquirenti non c’è nulla di meglio che la possibilità di archiviare come omicidio-suicidio un caso di strage. Nessuna indagine, nessuna rottura di palle, e si può tornare a guardare la partita serale, sicuri di non rischiare il posto andando a toccare qualche personaggio scomodo che è coinvolto nell’omicidio.
Il fatto che sia impossibile suicidarsi in una utilitaria con una balestra, specie per un uomo della corporatura di Anelli? Irrilevante.
Il fatto che non avesse alcun motivo di suicidarsi? Irrilevante.
Il fatto che non avesse alcun motivo di uccidere la nipote? Irrilevante.
Il fatto che si occupasse di servizi segreti e ingerenza CIA? Tesi complottiste, non dimostrate.

16.10.2010. L’avvocato Silvia Guerra viene “suicidata” con una calza da donna (altri giornali dicono un foulard) legata alla finestra. Nonostante poche settimane prima fosse scampata per poco ad un incidente potenzialmente mortale, ovviamente nessuno ipotizza l’omicidio. Indagini zero, il caso è chiuso.

28.10.2010. L’avvocato Massimo Pallini viene ucciso da un cliente, Natalino Di Mambro, in via Cimarosa a Cassino, per non averlo difeso adeguatamente in un processo fallimentare. Manco a dirlo, le telecamere dei TG inquadrano insistentemente la targa con il nome della via.

4.1.2010. L’avvocato Franco Romani, presidente della camera penale di Ferrara, impegnato nella lotta alla mafia, viene trovato suicidato nel suo garage. Il fatto che fosse attivo nel campo della lotta alla mafia e della legalità non spinge nessuno a dubitare o indagare in altre direzioni.

5.4.2012. L’avvocato milanese Enrico Todisco si getta dal ponte San Michele e muore affogato nell’Adda. Stava costruendo una torre di 40 piani a Dubai, dove aveva lo studio, e secondo i giornali si sarebbe suicidato per i troppi debiti.

1.2.2013. L’avvocato Bartollini, di Terni, si suicida “gettandosi nel fiume Nera”. Come ci si possa suicidare gettandosi in un fiume è difficile capirlo, a meno che ovviamente il fiume non sia profondo e la persona non si leghi un peso che lo porti a fondo. Ma le domande, si sa, non sono il pezzo forte dei giornalisti e tantomeno degli inquirenti.

3.5.2013. L’avvocato Giovanni Antonetti, coordinatore dell’Italia dei Valori per la città di Sorrento, candidato sindaco, impegnato nella lotta alle ecomafie e in molti campi sociali, allegro, impegnato, motivato, attivo, si “suicida” gettandosi da un ponte della Circumvesuviana di Vico Equense. Il motivo? Non aveva superato il concorso da notaio ed era depresso (NB: non superare il concorso da notaio a 33 anni è perfettamente normale; è il concorso più difficile in Italia).
Il caso è chiuso.

29.5.2013. Viene trovato morto il figlio di uno degli uomini più potenti d’Italia: l’avv. Michele Raffi, figlio dell’avvocato Gustavo Raffi, Sovrano Maestro Venerabile del Grande Oriente d’Italia, l’obbedienza massonica più numerosa in Italia, quella cui appartennero Garibaldi, Mazzini e Cavour. “Suicidato con un’arma bianca”, liquidano i giornali. Non una parola di spiegazione. Non una domanda, un dubbio, un approfondimento, che sarebbero più che legittimi in un caso di tanta importanza. Lo capiscono tutti che è un omicidio e in certi ambienti la cosa si dà per scontata, senza neanche “ipotizzare” che sia un reale suicidio. Ma nessun giornale o nessuna tv ne accenna.

3 settembre 2013. Si getta sotto un treno l’avvocato Claudio Dondi, nel mantovano. L’avvocato, persona molto sportiva, donatore di sangue, molto attivo anche nel sociale, non aveva dato alcun segno di squilibrio o depressione.
Ovviamente nessun sospetto alternativo al suicidio.

17.09.2013. Nei pressi di Udine. Silvia Gobbato, praticante avvocato 28enne, viene uccisa a coltellate mentre fa jogging al parco insieme ad un suo amico (figlio di uno degli avvocati più in vista di Udine, presso cui Silvia lavorava). Entro pochi giorni la ragazza avrebbe dovuto sostenere l’esame orale per diventare avvocato, dopo aver brillantemente superato lo scritto. Oltre ad amare il proprio lavoro, era anche impegnata nel sociale. Due giorni dopo il delitto, viene arrestato Nicola Garbino, un giovane uomo disoccupato e studente universitario fuori corso, che confessa di aver ucciso la Gobbato perché voleva rapirla. Ma nella ricostruzione del delitto non quadra nulla: dai tempi di esecuzione alle modalità. Nonostante ciò, gli inquirenti prendono per buona la confessione di Garbino e non si pongono ulteriori domande. L’uomo è il classico reo confesso sfigato e disadattato: caratteristiche che come abbiamo visto ritornano spesso in questi delitti.

5.10.2013. Rossana Cancellieri, avvocato 35enne di Potenza, passa la serata con gli amici. Nessuno nota nulla di strano. A fine serata prende la sua auto e si allontana. Viene trovata morta in una scarpata. L’auto è parcheggiata su un ponte, ma la rete di protezione è troppo alta per potersi buttare da quel punto. La soluzione è semplice: l’avvocatessa è salita sul tetto della macchina e si è lanciata da lì. Il caso è chiuso.

Novembre 2013. L’avvocato civilista Carmelo Tumolillo si getta dal ponte di Posillipo a Napoli. Era depresso, scrivono i giornali. E se era depresso, c’è forse motivo di dubitare che non sia un suicidio?

8.11.2013. Una donna, avvocato civilista incinta all’ottavo mese, si butta dal sesto piano del palazzo in cui viveva. Manco a dirlo era depressa. Non lo sanno tutti che le donne incinte sono depresse? Caso chiuso.

31 dicembre 2013. L’avvocato Andrea Stilo si “suicida” gettandosi da un viadotto della superstrada Jonio Tirreno. I familiari sostengono che non si sarebbe mai suicidato. Ma – ci scommettiamo – nessuno batterà piste alternative, nonostante il legale si sentisse minacciato e avesse confidato ai familiari di sentirsi in pericolo. Se si è suicidato, era depresso. E i depressi si suicidano. Con questa logica ferrea, ogni suicidio è matematicamente un caso di depressione; e con logica altrettanto ineccepibile, se uno è depresso, è assolutamente normale che si tolga la vita.

17.1.2014. Campi Bisenzio, Firenze. L’avvocato Lamberto Albuzzani stermina la famiglia e poi si suicida con un colpo (di fucile) al petto. L’avvocato era coinvolto in un’indagine relativa ad alcuni illeciti avvenuti all’interno della Banca di credito cooperativa per cui lavorava.
Ovviamente, l’ipotesi dell’omicidio plurimo da parte di terzi è esclusa e il tutto viene archiviato con celerità ed efficienza.


A questo elenco occorrerebbe aggiungere tutti gli avvocati colpiti da malori improvvisi, ictus, malattie incurabili che si propagano velocemente. Poi quelli che ho omesso, perché conosco le famiglie o le situazioni e non ho intenzione di farli comparire in questo elenco. E infine tutti quelli di cui le cronache non parleranno mai, ufficialmente per “rispetto verso le famiglie” o perché “un suicidio non fa notizia”.
Quello che non torna, a leggere le cronache, sono i dati statistici.
In primo luogo a suicidarsi dovrebbero essere quelli giovani, senza lavoro, e fragili psicologicamente. Invece, come per miracolo, vengono sovvertite tutte le statistiche e prevalgono i suicidi di avvocati famosi, in carriera.
In teoria un avvocato sa come suicidarsi perché avendo accesso facile a manuali di criminologia conosce i metodi migliori (farmaci, sostanze particolari, ecc.) e non userebbe metodi improbabili come l’impiccagione in una doccia o il gettarsi in un fiume. Eppure sono statisticamente più numerosi i casi di caduta dall’alto, probabilmente ad indicare un contrappasso rispetto ai motivi della loro morte.
Il mio pensiero corre agli incidenti che ho avuto in moto da cui mi sono salvato per miracolo, ai colleghi che sono scampati ad altrettanti incidenti strani, a quando trovai Solange svenuta per terra nella camera da letto e chiamai l’ambulanza domandandomi se, arrivando un po’ più tardi, sarebbe stato un “suicidio” o cosa.
E ripenso alle parole di mio padre: “Dai, iscriviti all’albo degli avvocati. E’ un lavoro un po’ noioso e tranquillo, ma si guadagna bene”.
Proprio un lavoretto tranquillo, sì.
Il tutto, poi, fa porre una domanda di fondo sullo stato penoso del giornalismo italiano: ma non ci raccontano (e la maggior parte degli italiani ci crede) che i giornali sono sempre in cerca di scoop? E come mai si sono lasciati sfuggire proprio questi scoop, anche trasmissioni sensazionalistiche e false fino al midollo come Chi l’ha visto o Quarto grado? Eppure, vicende come quella di Stefano Anelli, di Michele Raffi, o di Libero Masi, potrebbero tenere inchiodati gli italiani alla poltrona molto di più dei vari Sarah Scazzi Show o Yara Gambirasio.



57 commenti:

roberto ha detto...

Ottimo articolo, caro avvocato, con un pizzico di ironia che non guasta. Ma Castiglion Fibocchi non è la residenza di un famoso venerabile, Licio Gelli? Naturalmente è un caso. A proposito invece di J. Kleeves, la freccia che uccise la nipote non fu mai trovata e pensare che fu uccisa nell'androne di un condominio. E riguardo al suicidio dello scrittore (di libri molto interessanti) sto cercando di trovare una persona adatta per fare un esperimento. Vorrei verificare come fece l'ingegner Anelli che pesava circa 140 Kg a chiudersi in una Fiat 500, vecchio modello, e a tirarsi anche lui un colpo di balestra. Cordialità dr. Franceschetti.

Anonimo ha detto...

OT
@Paolo Franceschetti

http://www.geopoliticalcenter.com/2014/01/siria-tenesse-armi-chimiche/

Presagio 28 1558 Giugno
Là ove è la promessa di fede la promessa sarà rotta
I nemici di nemici si pasceranno:
Fuoco dal cielo pioverà, arderà ininterrotto,
Di notte l’intrapresa. I Capi faranno discussioni e reclami.

1001
Al nemico, la nemica fede promessa
Non si terrà, trattenuti i prigionieri:
Presi, la morte preme e il resto in camicia
Dannati gli altri per essere sostenuti


cosa senti a proposito?

Luigi Lamedica ha detto...

Luigi Lamedica
@Avv. Franceschetti Paolo
Complimenti un bel articolo, purtroppo come lei ha già citato. I media si perdono tutte queste notizie che per loro dovrebbe essere oro, ma chissà perché non le pubblicano. Sono alle dipendenze dei poteri forti. Di veri giornalisti si possono contare sul palmo della mano, di cui uno e Fabio Fabretti, mentre chi si prende gli onere di veri giornalisti come Travaglio Santoro... questi sono dei finti giornalisti, di cui tanta gente non lo sa.
La saluto Luigi Lamedica

spazio senza tempo ha detto...

A tutti i colleghi citati mi permetto d'aggiungere il nome dell'Avv. Serafino Famà, ucciso a Catania il 9.11.1995, appena uscito con un collega dal suo studio legale

LINA MANUALI ha detto...

Perdonami, sono un avvocato del foro patatine ed ho avuto modo di parlare con persone e colleghi che conoscevano bene Luca Fontana e Antonio Colella e posso assicurarti che, nel loro caso, si è trattato di suicidio e non che "sono sono stati siucidati". Nonostante l'accuratezza delle tue ricerche, non hai indicato un altro avvocato padovano che, prima di Fontana e Colella, si è impiccato dala terrazzo del suo studio legale, anche lui sarebbe stato suicidato?... Ti prego di non utilizzare le tristi vicissitudini altrui per farti bello sul tuo Blog. Grazie
Lina

Heraclio Fournier ha detto...

Egregio avvocato Lina Manuali, che uno riesca a suicidarsi in una doccia è talmente demenziale che non ci crede nessuno...

E parlo anche per esperienza ( non diretta ovviamente ).... ho visto qualcuno che ha tentato di suicidarsi in una doccia, niente da fare, neanche un graffio ( per fortuna ) , il tubo si spacca subito anche con persone minute..... non ci riuscirebbe nessuno a suicidarsi in una doccia. Comunque, fa piacere che esistano avvocati che credono che qualcuno riesca a suicidarsi in una doccia ( si fa per dire... )

Paolo Franceschetti ha detto...

Ah beh Lina, se ce lo assicuri tu chi può dubitarne? Con simili e robuste considerazioni, poi, ogni dubbio è fugato

LINA MANUALI ha detto...

Beh voi siete i portatori della verità, peccato che Luca Fontana si sia tolto la vita in casa e non in studio.... vedo come le tue ricerche siano approfondite. Comunque sia ribadisco quanto ho già detto, Francesco non sfruttare i disagi Altrui! Quanto ad Antonio, una mia amica l'aveva incontrato il pomeriggio del giorno in cui è morto. Questa mia amica (molto legata ad Antonio) era distrutta perché si era resa conto che le aveva detto addio, senza comprenderlo al momento. Potete dire quello che volete ma io non cambio idea. E con questo ho chiuso che ognuno faccia i conti con la sua coscienza.

LINA MANUALI ha detto...

A proposito Heracio tu parli sulla base della tua esperienza personale, io invece sono venuta a conoscenza di
particolari della vicenda che - come tu ben sai - non sempre corrispondono a quanto viene riportato sui giornali. Pensa di me quello che vuoi. Io ho pianto per la morte di Luca e Antonio, che conoscevo, anche se non in modo approfondito, perché ci si trovava spesso in Tribunale a Padova. Mettere in dubbio le circostanze della loro morte mi ha molto turbata, perché mi sono sentita nei panni delle loro famiglie e del dolore che potrebbero provare nel vedere travisare un evento così drammatico della loro vita. Prima di scrivere questo Blog sono state contattate le famiglie per chiedere il permesso e verificare la correttezza di quanto si sarebbe riportato? Con questo ho veramente chiuso, sto solo pensando se vale la pena riferire alle famiglie di quanto si è scritto sui loro cari affinché prendano posizione, perché significa riaprire una ferita che è non si è mai chiusa.... e se ci sto male io ora a distanza di tempo figuriamoci loro. Bah ci penserò....

Anonimo ha detto...

'poi quelli che ho omesso, perché conosco le famiglie o le situazioni e non ho intenzione di e farli comparire in questo elenco'
Questa sua affermazione nel contesto dell'articolo mi spinge a pensare che il commento della Manuali sia giusto

Salvatore Scaglia ha detto...

A me l'articolo, per quanto impressionante, sembra un mero elenco di casi scollegati tra loro. Peraltro è infarcito di facili generalizzazioni come "i giornalisti italiani" e "gli inquirenti". Nonchè di accostamenti sorprendenti: non capisco, per esempio, cosa c'entrino, a un certo punto, Falcone e Borsellino con il suicidio che non si negherebbe a nessuno ! E citando un caso specifico, quello dell'Avv. Enzo Fragalà, non è affatto vero che le indagini, tutt'ora in corso e battenti diverse piste, abbiano concluso nel senso che sia stata la mafia ad ucciderlo !

Heraclio Fournier ha detto...

( forse questo non verrà pubblicato )


Faccio considerazioni al di la di qualsiasi idee pregresse o interessi personali a volere dire questo o quello, solo analisi fredda e razionale.

Uno non riesce a suicidarsi nel box della doccia !! , posso capire le scale, posso capire un termosifone, ma che uno si impicchi attaccandosi al tubo della doccia è una cosa che non riesco a credere !

I presunti suicidi sono avvenuti nel giro di pochi mesi, considerando che l’ultimo ha come mezzo per metterlo in atto uno strumento ( la doccia ) … che per me è impossibile da usare per uno scopo simile, abitazione o studio, considerando il breve spazio di tempo tra l’uno e l’altro, mi risulta strano anche il primo suicidio di Luca Fontana.

La famiglia si deve attaccare a quello che dicono quei brutti stronzi… svegli solo quando gli sta bene a loro… di inquirenti che vengono a fare le indagini.. e si beccano tutte le stronzate che dicono come vangelo, loro decidono…. quella è la loro versione ufficiale che la famiglia si deve ingoiare. E una volta che le autorità hanno chiuso il caso e posto il timbro sulla faccenda, tutta la famiglia combatte chi dice diversamente… sapete il motivo ? … allora lo dico io… perché sono degli stronzi anche loro.

E’ una situazione che riflette il livello di ignoranza e ottusità generale e di qui io ho paura…. anche solo a parlarne, non essendo assolutamente coinvolto in casi simili.

Heraclio Fournier ha detto...

Un lenzuolo legato alla doccia, ancora un suicidio in carcere
A togliersi la vita un 27enne. E' il quinto caso dall'inizio dell'anno in Italia
14/01/2010 - 11:12
0 commenti

Quinto suicidio nelle carceri italiane dall'inizio dell'anno: Abellativ Sirage Eddine, 27 anni, detenuto extracomunitario nel reparto infermeria del carcere circondariale di Massa, si è impiccato la notte scorsa con un lenzuolo annodato al tubo della doccia.

In due settimane, dunque, sono già cinque i detenuti che hanno deciso di farla finita nelle sovraffollate carceri italiane per le quali ieri il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza: il 2 gennaio, ad Altamura (Bari) si è ucciso Pierpaolo Ciullo, 39 anni; tre giorni dopo si è impiccato nel carcere Buoncammino di Cagliari Celeste Frau, 62 anni; il 7 gennaio, infine, si sono suicidati Amato Tammaro, 28 anni, nel supercarcere di Sulmona, e Giacomo Attolini, 49 anni, nel penitenziario di Verona.



Dalle sette di questa mattina il corpo di Abellativ Sirage Eddine, 27 anni, il detenuto extracomunitario che si è tolto la vita all'interno del carcere circondariale di Massa Carrara, si trova all'obitorio dell'ospedale di Massa. Sarebbe già stata confermata la morte avvenuta per impiccagione la notte scorsa. Il giovane si è impiccato nel reparto infermeria del carcere circondariale con un lenzuolo annodato al tubo della doccia.

Heraclio Fournier ha detto...

GIUGLIANO. Un giovane di 23 anni di Giugliano si è suicidato questa mattina, poco prima dell'alba. La vittima D. P. si è impiccato nel box doccia del bagno, con l'uso di una cravatta. Il corpo senza vita del giovane è stato trovato dal padre di prima mattina, nell'abitazione del centro storico, in Via Mattia Coppola, (meglio nota come "'o vico 'e Miciano", ndr). Subito è scattato l'allarme, ma per il ragazzo, ormai, non c'era più nulla da fare. Sul posto è giunta una squadra di inquirenti per dare il via alle indagini. Sul telefono del giovane 23enne è stata trovata una conversazione fatta attraverso WhatsApp, tra lui e la fidanzata, della durata di diverse ore, poi alle 21:30 circa di eri sera le ultime parole: "La faccio finita". La polizia del commissariato di Giugliano, ha esguito tutti i rilievi del caso. Sulla salma, che è già stata dissequestrata dal magistrato, non è stata disposta l'autopsia. Probabilmente gli inquirenti vorranno ascoltare la fidanzata per fare chiarezza sui messaggi trovati nell'applicazione di WhatsApp sullo smartphone del 23enne.

Heraclio Fournier ha detto...

Israele: prigioniero X fu ritrovato impiccato in cella
19 Febbraio 2013 - 16:22

(ASCA) - Roma, 19 feb - Il prigioniero X, il giovane israeliano di origini australiane che lavorava per i servizi segreti di Tel Aviv e morto suicida mentre veniva detenuto segretamente nel 2010, e' stato trovato impiccato nella doccia della sua cella. La notizia e' stata rivelata oggi nel corso di un'udienza presso il tribunale di Rishon-LeTzion, dove e' stato reso pubblico il rapporto sulle cause della morte, con la possibilita' di un coinvolgimento giudiziario per negligenza dell'amministrazione penitenziaria. Secondo l'emittente australiana ABC, Ben Zygier, avvocato di 34 anni arruolato nel Mossad, e' stato ritrovato impiccato nella prigione di Ayalon nel dicembre del 2010. La misteriosa spia potrebbe aver preso parte a una missione segreta del Mossad in Italia, che sempre secondo l'ABC, era ''in preparazione da anni''. (fonte AFP). red-uda/

Heraclio Fournier ha detto...

Suicidio, badante si impicca in via Buzzaccarini a Padova

Badante si impicca alla doccia Trovata dall'anziana accudita

Il suicidio venerdì in via Buzzaccarini a Padova. Vittima una 59enne ucraina che ha usato la cintura dell'accappatoio per togliersi la vita. Non ha lasciato biglietti per spiegare le ragioni del gesto
Redazione 6 settembre 2013

Dramma in via Buzzaccarini a Padova, dove una badante ucraina di 59 anni è stata trovata morta nel bagno dell'abitazione dell'anziana che accudiva.

IMPICCATA ALLA DOCCIA. Sono le 13 di venerdì quando la signora 94enne, italiana, si preoccupa perché la collaboratrice non le risponde più quando la chiama. L'anziana decide quindi di cercarla ed è nella stanza da bagno che la trova, già cadavere, impiccata al montante della doccia con la cintura dell'accappatoio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che stanno cercando di ricostruire le ragioni che possono aver spinto la donna, che non ha lasciato biglietti di spiegazioni, a togliersi la vita.

Heraclio Fournier ha detto...

L\'amore della mia vita si è suicidato....una settimana fa

da:ilarietta842


Ciao a tutte.....nono so neanche io da dove iniziare....l'amore della mia vita,la persona con la quale stavamo duramente costruendo progetti di vita ,giorno dopo giorno,con mille difficoltà e avversità di ogni tipo....compresa la famiglia di lui che non voleva la nostra unione......si è suicidato una settimana fa.
Impiccandosi nella doccia di casa nostra,dopo che io me ne ero andata qualche giorno da mia madre per un litigio.....quella sera avevamo litigato un po piu pesantemente degli altri giorni,e dopo le sue "ormai normali" minacce di farla finiita ha smesso di rispondere al telefono..... Ho realizzato subito che c'era qualcosa di diverso rispetto alle altre volte,nn rispondeva piu ai messaggi e alle telefonate...ho chiamato subito i soccorsi..118,113,115....nessu no mi diceva niente...nn riuscivano ad entrare dentro l'appartamento. Dalle 2030 che avevo messo in moto tutto,sono entrati dentro alle 24......
Quando ho visto arrivare i carabinieri a casa di mia madre alle 24,30 avevo già capito tutto dai loro sguardi.... sono impazzita dal dolore....non volevo crederci....ho cominciato a camminare su e giù per la stanza con le orecchie tappate perchè nn volevo ascoltare nessuno e continuavo ad urlare che nn era vero....che lui nn lo avrebbe mai fatto sul serio....alternavo momenti di pianto a momenti di serietà dove continuavo a ripetermi che era uno scherzo,che aveva organizzato lui.... Aspettavamo un bimbo,ero al terzo mese di gravisanza...mi hanno ricoverata d'urgenza in ospedale,ho perso il bmbino la notte stessa. Sono stata due giorni sotto sedativi,al mio risveglio mi hanno raccontato tutto i miei amici...io avevo resettato tutto. Non potevo crederci,nn era possibile,era come se mi avesse strappato il cuore e se lo fossre portato in cielo con lui...nn poteva avermi fatto questo....ci amavamo troppo,ne avevamo superate troppe per farla finire così.....non era possibile..

Heraclio Fournier ha detto...

BISOGNEREBBE FARE PERIZIE TECNICHE PIU' APPROFONDIDE SULLA POSSIBILITA' CHE UNO SI SUICIDI CON LA DOCCIA.

A ME SEMBRA IMPOSSIBILE.... con una cravatta poi.... mah ????

Heraclio Fournier ha detto...

Questo è il massimo : APPESA A UN FOULAR .
.................................

Casalinga si uccide nella doccia
Donna trovata morta, impiccata


SAN VENDEMIANO - Si pensa a un altro suicidio. L'ennesimo. Una casalinga 47enne - come riporta Il Gazzettino - è stata trovata in doccia, appesa a un foulard, morta.

Il ritrovamento del corpo senza vita della donna è avvenuto la mattina del 1 gennaio. Alla base del gesto estremo sembrerebbe esserci una grave depressione.

............................

A quando il titolo.... la persona tal dei tali SI IMPICCA APPENDENDOSI ALLE PIUME DI UN CANARINO ...

Heraclio Fournier ha detto...

POMIGLIANO D'ARCO, 29ENNE SI SUICIDA IL GIORNO DELLA SEDUTA DI LAUREA

“Mi suicidio, ho scoperto di avere un tumore al cervello”. Sarebbero queste le ultime parole, contenute in una lettera, della 29enne di Pomigliano d’Arco che ieri mattina si è impiccata nel bagno di casa con il tubo della doccia. La giovane era attanagliata dall'angoscia di un segreto ingombrante, troppo pesante per conviverci: tutti erano conviti che fosse pronta alla Laure, invece le mancavano ancora 5 esami. Eppure era tutto pronto per i festeggiamenti perchè ieri la ragazza avrebbe dovuto discutere la tesi. Così non è stato e, vittima delle sue bugie si è tolta la vita. A scoprire la finta seduta di laurea sono stati i carabinieri che hanno consultato la facoltà di Farmacia-veterinaria della Federico II e svelato il bluf. Un tragico epilogo, per una ragazza di una famiglia perbene figlia di un pensionato della Fiat, mamma casalinga e nipote del presidente del Consiglio comunale di Pomigliano.



(1 febbraio 2014)

Paolo Franceschetti ha detto...

Lina... se sei un avvocato credo che sarai in grado di interpretare un testo, e in teoria dovresti farlo in modo più preciso di un qualsiasi altro comune mortale.

Quindi non ti sarà sfuggito che NON ho scritto "Luca fontana è stato assassinato"; o "Luca Fontana è stato suicidato".
Ho scritto che non una riga compare sui giornali, e che poi la notizia viene ripresa a proposito di Antonio Colella.

Di Antonio Colella non ho scritto ancora una volta che è stato assassinato, ma quel che i giornali hanno riportato, cioè che si è suicidato nella doccia.
E faccio notare che suicidarsi nella doccia è praticamente impossibile.

Chiudo l'articolo con una considerazione sullo stato(penoso) del giornalismo italiano.

Quello che ho scritto, insomma, è come i giornali riportano le notizie, o come NON le riportano.

Luca Fontana si è veramente suicidato? Forse si. Non sono io a poterlo dire, mi sono limitato a riportare una lista di notizie così come appaiono sui giornali.

Quanto alla famiglia, risparmiati pure di far prendere loro posizione. Sono strasicuro che per loro sarà un suicidio comunque.
Fosse possibile, probabilmente anche le famiglie di Libero Masi o di Monica Anelli opterebbero per il suicidio. I familiari sono in genere, anche se non sempre, i principali sostenitori delle tesi ufficiali.

Paolo Franceschetti ha detto...

Lina... se sei un avvocato credo che sarai in grado di interpretare un testo, e in teoria dovresti farlo in modo più preciso di un qualsiasi altro comune mortale.

Quindi non ti sarà sfuggito che NON ho scritto "Luca fontana è stato assassinato"; o "Luca Fontana è stato suicidato".
Ho scritto che non una riga compare sui giornali, e che poi la notizia viene ripresa a proposito di Antonio Colella.

Di Antonio Colella non ho scritto ancora una volta che è stato assassinato, ma quel che i giornali hanno riportato, cioè che si è suicidato nella doccia.
E faccio notare che suicidarsi nella doccia è praticamente impossibile.

Chiudo l'articolo con una considerazione sullo stato(penoso) del giornalismo italiano.

Quello che ho scritto, insomma, è come i giornali riportano le notizie, o come NON le riportano.

Luca Fontana si è veramente suicidato? Forse si. Non sono io a poterlo dire, mi sono limitato a riportare una lista di notizie così come appaiono sui giornali.

Quanto alla famiglia, risparmiati pure di far prendere loro posizione. Sono strasicuro che per loro sarà un suicidio comunque.
Fosse possibile, probabilmente anche le famiglie di Libero Masi o di Monica Anelli opterebbero per il suicidio. I familiari sono in genere, anche se non sempre, i principali sostenitori delle tesi ufficiali.

Raffaele Marino ha detto...

al lato dell'articolo mi compare la pubblicità di un libro che riguarda l'ordine massonico... casualità???

Anonimo ha detto...

Paolo, non voglio assolutamente entrare in polemica, comunque, tristemente devo ammettere che anche qui a Genova c'è stato qualche episodio di colleghi che si sono tolti la vita in maniera non sospetta, e non erano giovani.
Ovviamente concordo con l'assurdità del suicidio nel box doccia che, evidentemente è più credibile interpretare come un segnale in codice, ma, credo che la questione sia più complessa e travalichi i limiti di alcune situazioni particolari nelle quali i colleghi siano rimasti incastrati in situazioni letali.
Personalmente ho pensato anche che il massacro della categoria sia del tutto funzionale al processo in corso di annientamento dei diritti e delle garanzie dei cittadini, in funzione del quale sia stato implementato l'attuale blocco delle attività giurisdizionali civile, penale e tributaria.
Comunque, ci sarebbe da discuterne ed in ogni caso anche confrontandosi con i colleghi tutti concordano sul fatto che ci aspettano tempi che definire durissimi è un eufemismo, e questo lo sai bene.
Ciao, Enrico

Anonimo ha detto...

commentare, commentare....

http://news.panorama.it/politica/Storia-di-Michele-Riccardi-l-estorsore-della-famiglia-Boldrini

LINA MANUALI ha detto...

Paolo, proprio perchè sono un avvocato, sono in grado di interpretare ciò che si sottintende, leggendo tra le righe di ciò che uno scrive. E' vero non hai espressamente scritto che Luca e Antonio siano stati assassinati o che siano stati suicidati, sennonchè li hai inseriti in un elenco di casi di morte da te indicati, sia esplicitamente che implicitamente, come morti sospette: per cui è ragionevole ritenere che tu, nel tuo articolo, abbia messo in dubbio che, nel caso di Luca e Antonio, si sia potuo trattare di suicidio. D'altronde, se così non fosse non avrebbe senso il tuo incipit .."Tutti quelli di cui le cronache non parleranno mai ....o perchè il suidicio non fa notizia". Inoltre la correttezza della mia interpreatazione è suffragata dal tenore delle tue stesse repliche, ove metti sempre in dubbio che si possa essere trattato di suidicio. Inoltre, non è vero che i giornali nulla abbiano scritto circa la morte di Luca e Antonio (avvenute entrambe nelle rispettive case, e non in studio, come hai erroneamente indicato con riguardo a Luca), anzi diversi furono gli articoli a loro dedicati e ciò ti potrà essere confermato da un qualsiasi avvocato di Padova, che potrai contattare, visto che hai dimostrato di non credere alle mie parole. Peraltro, devo dirti che i miei stessi suoceri conservarono gli articoli di giornale, per poi farmeli vedere, chiedendomi se li conoscevo. D'altronde, chiunque volesse digitare su internet le parole Luca Fontana avvocato padova, potrà trovare gli atricoli di giornale dedicati a Luca ed Antonio. Inoltre, trovo corrtto che i giornali non indugino troppo sui casi di suicidio, proprio per rispetto sia delle persone che restano, sia di quelle che non ci sono più. E si, mi risparmio di contattare i familiari, ma solo per rispetto del loro dolore e non perchè i familiari preferiscono sempre credere nel suicidio. Anzi è vero il contrario. In caso di morte di una morte cara si preferisce credere che si sia trattato di un incidente o di un omicidio e non di suicidio. Per un suicidio no? La risposta è semplice, perchè in caso di incidente o di omicidio puoi incanalare la tua rabbia, la tua frustrazione ed il tuo dolore verso un altra persona, cui dare la colpa per la morte della persona cara. In caso di suicidio, invece, resta l'insopportabile senso di colpa per non aver compreso la vastità del dolore patito dalla persona cara (talmente forte ed insopportabile, da indurla a ritenere che l'unica via praticabile per sottrarsi ad esso sia quella del suicidio) e non aver fatto nulla per poterla aiutare. In caso di suicidio non puoi dare la colpa ad altri, ma solo a te stesso e, piuttosto che convivere con questo senso di colpa, si perferisce credere che non si sia trattato di suicidio. Quindi, non credo minimante nella correttezza della tua affermazione. Infine, una cosa è chiaramente emersa dalle tue repliche, e cioè la tua totale ed assoluta sordità ed insensibilità al mio dolore. Sei stato talmente preso da te stesso e dalla difesa del tuo articolo, che nei tuoi scritti non c'è mai stata una benchè minima parola di comprensione in tal senso da parte tua. Tale mancanza dice tutto (sia a me che a chi ci legge), e nulla potrai cambiare con le tue future repliche, che saranno pertanto prive di pregio. Ora ti saluto, perchè dopo tutto ciò che scritto, non ho più alcunchè da dire.. io vado per la mia strada e tu vai per la tua e come ho già detto, ognuno di noi (lettori compresi) faccia i conti con la sua coscienza.

Paolo Franceschetti ha detto...

Hai ragione Lina. Se in un giornale c'è scritto che è stato trovato morto nel suo studio, in un altro ho trovato che è morto in casa. Impiccato con una sciarpa alla scala a chiocciola di casa.

Come dici tu, chi legge si farà un'idea. Anche delle assurdità che si possono sostenere pur di non voler vedere, e volersi tappare gli occhi.

Anonimo ha detto...

Massì alla fine uno può anche morire strozzandosi con un maccherone al sugo che gli va di traverso...morte proprio da sfigato, eh, possibile anche se diciamocelo, quanto probabile statisticamente?

La verità è che siamo ben oltre la frutta, e certi commenti nel 2014 lo provano. Mi spiace solo che Franceschetti debba stare ancora a togliere il velo già bell'e caduto da un pezzo dagli occhi di chi proprio non ce la fa a guardare la verità per quella che è...ma sarebbe ora che chi vuole essere cieco nonostante tutto venisse lasciato completamente solo, non chi la verità la vede, la conosce e la divulga a sue spese!

laurama ha detto...

Beh! Non tutti sono a conoscenza che esiste anche un "Occulto"... in cui possono agire forze diciamo "aliene" anche se nel Credo ci viene detto: "..... creatore del cielo e della terra di tutte le cose visibili e INVISIBILI...", inoltre ora ci sono anche le tecnologie aliene/demoniache e quindi di cosa ci stupiamo, tanto per fare un es. ma le denunce sono tante:: http://vittimedelcontrolloneuralesatellitare.blogspot.it/2013/03/tortura-elettronica-distanza_14.html
Di certo chi usa o ha usato l"occulto" a danni di altri e/o le tecnologie alieno/demoniache e/o è ha conoscenza dell'uso, per quanto mi riguarda non ha certo la mia empatia.

Paolo Franceschetti ha detto...

Quanto al fatto che io sarei insensibile al dolore altrui, che mi interessa solo difendere il mio articolo ecc., vorrei dire questo.

Di cancellare due righe da un articolo, in realtà, non me ne frega niente, come non mi interessa pubblicare un articolo in più o in meno, ce ne sono centinaia in questo blog.
Tanto è vero che non ho citato casi di cui sono a conoscenza personalmente, pur sapendo che si tratta di palesi omicidi e non di suicidi, perchè so che le famiglie non sarebbero contente e per loro rispetto ho taciuto.

Detto questo, se Lina mi avesse fornito un solo argomento, UNO, valido per cancellare il nome di Luca Fontana, lo avrei fatto.
Era sufficiente un qualsiasi motivo, un particolare della morte ad esempio, che facesse propendere per un vero omicidio, oppure semplicemente un "per favore mi fa troppo male vedere quel nome nell'elenco".

Invece, le uniche argomentazioni sono state:
- è morto in casa e non in studio quindi le tue ricerche non sono precise
- Antonio lo conosceva una mia amica che mi assicura che...
- mi sono sentita molto turbata perchè avete messo in dubbio le circostanze della morte
- non farti bello sul tuo blog con le vicissitudini altrui.


Allora preciso, che se tu sei turbata e così sensibile solo perchè qualcuno mette in dubbio le cause della morte, a me, da quando ero piccolo, mi ha sempre turbato, e tuttora mi turba, che le persone possano morire come siano funghi nell'indifferenza generale, e spesso questo succede grazie all'ostinato silenzio delle famiglie che non fanno nulla per far emergere la verità.

Mi ha sempre turbato la superficialità di parenti ed amici che di fronte a gente che si suicida con le sciarpe, con i foulard, con calze da donna, o con sacchetti di plastica, non si pongono domande, non approfondiscono, non cercano nulla, perchè preferiscono che le loro esistenze quotidiane, i loro lavori, le loro famiglie, possano continuare la loro routine di sempre, indisturbati.


Fin da quando ero piccolo mi ha sempre colpito sentir parlare di morti improvvise di carabinieri, poliziotti, magistrati, magari appena tornati da una missione, che si erano suicidati all'improvviso, senza preavviso. Ma quello che mi colpiva non era tanto la morte, quanto la reazione dei parenti.

Si è suicidato di ritorno da una missione segreta, e aveva appena dato appuntamento alla fidanzata per andare al cinema senza dare preavvisi di malessere? Nessuno indaga. Nessuno approfondisce.

Si suicida con tre coltellate sul petto (tre!!!)? Niente di strano.
L'importante è tornare alle proprie vite, poter continuare il solito tram tram, la pizza con gli amici, il lavoro quotidiano, l'importante è che la propria sensibilità non sia scossa.


Quanto ma te Lina, facendo una piccola ricerca, ho potuto vedere che il tuo nome compare nell'albo degli avvocati, e c'è un tuo profilo su facebook in cui pare che ti dedichi molto agli animali.

Se quello è il tuo profilo, devi essere una persona sensibile, e la tua mancanza di argomentazioni non è dovuta, come ho pensato all'inizio, al fatto che fossi una troll intervenuta apposta per gettare dubbi sull'unico dei casi dell'elenco che, in effetti, è un po' traballante nelle argomentazioni che ho portato.

Probabilmente invece le tue motivazioni devono essere rinvenute da una parte in una assoluta disinformazione su come funziona il sistema in cui viviamo, specie quello giudiziario, e in secondo luogo da un'eccessiva sensibilità.

Paolo Franceschetti ha detto...



Non è quindi come dici, che è più facile dare la colpa a qualcuno piuttosto che immaginare che la persona non abbia retto al dolore di vivere. Per me che non lo conoscevo, fa più male l'idea che ci sia un omicidio fatto passare per suicidio che un'altra ipotesi. E' a te che fa più comodo pensare al suicidio. Perchè così non devi pensare, approfondire, farti domande, e non devi scavare nell'orrore di certe situazioni.

Puoi continuare a dire a te stessa che sei una persona sensibile perchè piangi alla morte di un collega, e perchè magari ti occupi di problematiche sociali in modo altruistico, e puoi evitare di scendere in un campo, quello dei poteri occulti, che è un vero e proprio abisso.

E' una strada comoda la tua.
Ma non è la mia.

LINA MANUALI ha detto...

Se io fossi come tu dici, allora non sarei dalla parte della famiglia di Cucchi e di tutti coloro che in strane circostanze sono morti perché si sono fatti male da soli. Chi ha sbagliato deve pagare. Ho solo detto che dai particolari di cui sono venuta a conoscenza posso dirti che non c'è sotto nessun arcano. Se poi non ti voglio dire i particolari, lo faccio solo per Luca e Antonio. Ma questo non significa che tu non mi debba credere. E so come vanno le cose nel nostro sistema giudiziario, purtroppo. E se sono troppo sensibile pace. Di certo non vado in giro con il paraocchi. Tu non conosci me ed io non conosco te. Il nostro confronto è avvenuto tramite lo scambio di messaggi, scritti in questo tremendo e diabolico quadrato, senza poterci guardare negli occhi e comprendere le emozioni dell'uno e dell'altro. Però potrai apprezzare il fatto che non mi sono nascosta dietro l'anonimato. Ok io ho seppellito l'ascia di guerra.

Billy The Kid ha detto...

Ma che robaccia satanica danno su Canale 5 con Il Tredicesimo Apostolo?? g

Paolo Franceschetti ha detto...

Perdonami Lina, ma dubito che tu conosca il sistema giudiziario e ti spiego perchè.

Ho 50 anni.

Da quando ne ho 30 ho insegnato nelle scuole forensi di avvocatura e magistratura, ho scritto diversi manuali (il contratto, le obbligazioni, responsabilità civile, un manuale di diritto penale e uno di amministrativo), diretto riviste giuridiche, insegnato all'università e tanto altro.

Pensavo quindi di conoscere il sistema giudiziario.

Poi, a 40 anni, ho iniziato ad occuparmi di strani omicidi, di massoneria, mafia, ecc.

E ho capito che non avevo capito niente di come funzionava realmente il sistema giudiziario.

Sapevi che uno degli assassini nei delitti del mostro di Firenze era il PM che coordinava le indagini Piero Luigi Vigna? Non credo. (si hai letto bene, Piero Luigi Vigna, quello che poi, terminate le indagini sul mostro, fecero capo della DIA. Ho scritto articoli su di lui quando era in vita quindi non sto vaneggiando dando la colpa ad un morto)

sapevi che se un magistrato fa indagini scomode può scomparire nel nulla, come il magistrato romano Paolo Adinolfi, oppure essere sospeso dall'incarico come Paolo Ferraro, altro magistrato romano? Il tutto, ovviamente, nel silenzio dei media?

Tu sapevi che dietro tutti i processi che finiscono in TV (Meredith, erba, mostro di firenze, cogne), c'è una mano unica, tanto è vero che se un avvocato fa il suo lavoro per difendere il cliente davvero fa una brutta fine (generalmente si suicida o ha un incidente).

Non credo che tu sappia queste cose.

Se le avessi sapute vorrebbe dire che sei una persona che ha letto questo blog, o altri simili, oppure che ha studiato le carte processuali dei processi più importanti, per trarne delle conclusioni, cosa che in genere gli avvocati non fanno mai perchè non sapendo che esiste una regia unica e sempre uguale in tutti i processi, non fanno opera di comparazione per cercare le costanti invariabili in tutti i processi.

Se avessi saputo queste cose non ti saresti meravigliata del mio inserimento nell'elenco Di Luca e Antonio.
Mi avresti detto "guarda, capisco il motivo dell'inserimento, ma non si sono suicidati nella doccia, o con la sciarpa, come hanno detto. le modalità sono completamente diverse e sono assolutamente naturali"

Avrei cancellato i due nomi e la cosa sarebbe finita li.
A volte capita che a occuparsi di omicidi particolari si finisce per vederne uno di troppo e per essere troppo precipitosi nelle conclusioni.

In genere però i nostri colleghi ne vedono non uno di troppo, ma uno di meno. Anzi, diciamo meglio, che attorno a loro si consuma una vera carneficina di colleghi, di carabinieri, poliziotti, ecc., e loro non vedono mai nulla
Per loro è sempre tutto normale.

Ti faccio una domanda e poi casomai cancello i due nomi e chiudiamo la disputa.

E' vera la storia della sciarpa o no?
E quella della doccia?
Se mi dici di no, e se mi dici che le modalità del suicidio erano assolutamente "normali" e che ti sei posta il problema, concludendo che non poteva essere un omicidio, tolgo i due nomi.


PS. Un piccolo particolare. Che tu non conosca il sistema giudiziario, si evince dalla frase che hai detto "chi sbaglia deve pagare".
Se lo conoscessi sapresti che chi sbaglia veramente non paga mai a meno che non si tratti di poveri diavoli sfigati e analfabeti.
Per queste storie (Cucchi, Aldovrandi, Niki aprile Gatti, ecc.) viene preso al massimo un capro espiatorio, e la storia si chiude li.
Ma in genere non si prendono la briga neanche di trovare un capro espiatorio.

LINA MANUALI ha detto...

Complimenti per la tua carriera e per il tuo impegno. Molte cose che tu hai detto non le sapevo, lo ammetto... ma solo i veri ignoranti lo negherebbero. Non le sapevo ma non mi meraviglia no. D'altro Canto Falcone, Borsellino, il generale Dalla Chiesa e tanti altri sono morti perché abbandonati a loro stessi ed isolati. Senza contare gli omicidi di stato fatti passare per suicidi. Non posso conoscere i casi concreti, ma so che ci sono. Che ci sia un unico regista occulto, lo immaginavo. Quando ho detto che chi sbaglia deve pagare, ho manifestato un mio desiderio, consapevole del fatto che nella realtà solo i ladri di polli vanno in galera. Vai oltre a quello che uno scrive, perché sono tante le cose che si vogliono scrivere, ma il web ti porta a limitare in poche parole il fiume di pensieri che vorresti esternare. Io odio il web per questo. Quanto a Luca ed Antonio, mi fai rabbrividire, per quello che so si è trattato di normale suicidio, se un suicidio è mai normale. Altro non ti dico e ti prego di rispettarmi e non insistere. Se non lo fai .... beh ..... Pace per te.... ma scommetto che vorrai metterci l'ultima parola. Io l'ascia di guerra l'ho seppellita e tu?

LINA MANUALI ha detto...

P.s. se continui mi faresti capire che il tuo intendimento non è benevolo

Anonimo ha detto...

Ma infatti, una come Lina la vuole fare pagare solo a poveri sfigati/e, analfabeti e poveri in canna... è questo che ha programmato nella testa....

LINA MANUALI ha detto...

Chi sbaglia deve pagare, il desiderio di una giustizia che non c'è un desiderio tanto forte quanto effimero. C' è un mondo parallelo fatto di potere finanziario politico ed economico nelle mani di pochi, che ci controlla tutti, siamo noi i poveri illusi che crediamo di essere liberi . Buona notte e addio.

LINA MANUALI ha detto...

P. S. Il fatto di non provare meraviglia per i fatti da te raccontati non significa che non mi indignino profondamente che sia ben chiaro.

HP ha detto...

sembra PNL Voluto o no... chi lo sa ???

Anonimo ha detto...

caro Paolo una volta si diceva non c'e peggior soro di chi non vuol sentire.E qui sembra che almeno uno non voglia sentire(capire)quello che gentilmente cerchi di far sentire(capire)adducendo anche spiegazioni che la sollevano da ogni partecipazione diretta(ho sentito da una amica che ...)cosi' ,se occorre ,poter dire ,ma io non centro lo hanno detto gli altri,senza over prendere una posizione certa.Ma finche ci saranno persone cosi',non si riuscira' mai ad arrivare a una verita'.La fortuna e che tu non ti scoraggi e continui comunque

Gemaco ha detto...

Senti LINA MANUALI, ci sono delle cose che non mi quadrano ..per esempio :

….. scrivi : sto solo pensando se vale la pena riferire alle famiglie di quanto si è scritto sui loro cari affinché prendano posizione, perché significa riaprire una ferita che è non si è mai chiusa.... e se ci sto male io ora a distanza di tempo figuriamoci loro. Bah ci penserò....


Questo è strano, lo capirebbe chiunque, che fare una cosa del genere significa riaprire una ferita ecc … e non è una cosa assolutamente opportuna, non c’è a mio giudizio bisogno di pensarci… anche se poi cambi idea e dici…. no, non riferisco, a molto pochi verrebbe in mente di pensare se riferire veramente…. o no, scarterebbero subito tale ipotesi …e cio’ è strano.


Poi scrivi : “Infine, una cosa è chiaramente emersa dalle tue repliche, e cioè la tua totale ed assoluta sordità ed insensibilità al mio dolore. “

Anche questo è strano, vi siete visti alcune volte in tribunale e vuoi fare credere che soffri per un tuo collega di lavoro visto in tribunale ?? Io non ci credo. Di solito negli ambienti di lavoro non si crea una atmosfera di unione spirituale a livello tale da soffrire per la morte di un collega o due che si incontrava alcune volte, cio’ non è credibile, adesso io non conosco quel genere di ambiente, ma in genere sono di quegli ambienti pieni di gente di M. ( infatti io è da un pezzo che ho lasciato perdere ) dove anche se muori , sono solo buoni di sparare cazzate, prendere per il culo financo la persona morta e fregarsene di tutto e di tutti. Tirano solo a portarsi a casa i soldi per vivere. E sono a questo modo TUTTI , anche i buoni, che trovandosi in un merdaio del genere , non possono pensare altro, o di appendere finti manifesti da morti in loro disprezzo, o pensare a sopravvivere tanto da vedere i propri colleghi … morire uno per uno… anche , anzi, specie se sei buono. Ma queste non sono cose che mi riguardano…

Poi scrivi : “E se sono troppo sensibile pace.” Anche questa “modestia” e sospetta e sembra artificiosa.

Poi scrivi : …..Peraltro, devo dirti che i miei stessi suoceri conservarono gli articoli di giornale, per poi farmeli vedere, chiedendomi se li conoscevo…..

Anche questo è strano, è una cosa strana, non molto usuale….. i suoceri che conservano gli articoli di giornale di avvocati morti …. per farteli vedere se li conosci…… ma va la !!

Poi : scrivi ….Tu non conosci me ed io non conosco te. Il nostro confronto è avvenuto tramite lo scambio di messaggi, scritti in questo tremendo e diabolico quadrato, senza poterci guardare negli occhi e comprendere le emozioni dell'uno e dell'altro…..

Artificioso, mieloso e soprattutto, SOSPETTO .

A parte altre cose fatte notare da altri utenti , su certe frasi strane..

Quello che voglio dire è che secondo me, si tratta di una conversazione combinata mettendovi d’accordo con Franceschetti , per potergli dare la possibilità di dire alcune cose, per esempio su quell’ignobile operazione dei servizi segreti che va sotto il nome di Paolo Ferraro.

Posso sbagliarmi, te lo sto chiedendo ….. dai dillo che te e Franceschetti avete combinato questa discussione …. ???

Paolo Franceschetti ha detto...

L'ultimo commento, secondo cui io e Lina ci saremmo messi d'accordo, è veramente fantastico.
A leggere siti complottisti è vero che si fa spesso una brutta fine e si finisce per vedere un complotto anche se mentre stai al gabinetto ti bussano tre o quattro persone per farti fretta, diventando un caso di gang stalking.

Paolo Franceschetti ha detto...

Preciso inoltre che ho cancellato alcuni commenti di insulti nei confronti di Lina perchè quando lei diceva che Cucchi e altri si sono fatti male da soli, lo diceva ovviamente in senso ironico. Gli insulti quindi non c'entrano proprio niente

Paolo Franceschetti ha detto...

Infine, l'ascia di guerra è seppellita da un pezzo in realtà. Altrimenti non avrei risposto.

LINA MANUALI ha detto...

Non ci posso credere, pensano che ci siamo messi d'accordo. Non ho parole. È vero la mia era pura e triste ironia quando ho parlato di Cucchi e degli altri perché so che nessuno pagherà quando desidero fortemente il contrario. Ragazzi pensate di me quello che volete, sarebbe troppo lungo parlarvi di me e farvi capire chi sono. So solo che stanotte non ho chiuso occhio per questo confronto, perché mi rendo conto che mancando un confronto diretto ed immediato ci si può fraintendere. Se posso aver offeso qualcuno chiedo scusa. È la prima volta che intervengo in Blogger. Mi domando solo una cosa, ma come fanno i ragazzi di oggi a comunicare solo tramite il web e a non rendersi conto che così non ci si conosce affatto.

LINA MANUALI ha detto...

A proposito avrete notato che tra Luca e Antonio ho preso molto più a cuore Luca. Conoscevo Luca dai tempi della pratica forense, abbiamo condiviso, insieme ad un gruppo di praticanti, l'avventura di San Donà di Piave, il corso di preparazione all'esame di avvocato e spesso siamo stati seduti fianco a fianco ed abbiamo fatto il viaggio in macchina insieme. Il corso è durato un anno e mezzo. E poi gli incontri in tribunale. Forse è poco dite voi, non so. Antonio lo conoscevo meno perché era più giovane di me, ma la
sua morte è avvenuta a distanza di pochi mesi di quella di Luca e sfido chiunque a rimanere insensibile.

Gemaco ha detto...

Il problema è che questa gente " che legge troppi siti complottistici " dicono cose a volte vere miste ad altre che possono essere cretinate pazzesche, comunque, quello che fa la maggior parte delle persone è di scartare a priori tutto quello che dicono , perchè a volte fanno delle scappate che possono apparire abbastanza fuori dalla realtà. ( io di fatto, mi rendo conto di poterle fare ). Cio' naturalmente è a mio parere sbagliato, si , è vero, a volte si dicono e si possono dire cretinate pazzesche, ma non sempre. Cionondimeno, questo è il filtro che si è scelto per interpretare la realtà, il filtro si puo' cambiare, il problema è che alcuni, a forza di sentirsi dire che sono dei malati che nella vita non si riprendono piu' ... non hanno fatto altro che rafforzarlo questo filtro complottistico, senza cedere a chi fa pressioni dicendo che cosi' come sei non va affatto bene. Che il tuo modo di vedere le cose non va bene.

Di fatto la cosa di inserire determinate idee e frasi che hanno un significato conscio e inconscio slegate dal resto della frase, ma che sembrano collegate , è una cosa reale. Io proprio a volte non riesco a leggere certe cose nel loro contesto generale , ma separo frase per frase e valuto il significato di ognuna, separatamente, per quello che non sono riuscito a cogliere l' "ironia" di Lina. ( sul caso Cucchi ).
Sarà anche una paranoia, ma per me su basi reali. A volte cose simili sono solo ironia , da non intendere in senso letterale ( ma ricordiamoci che se fosse scritto su un giornale, la mente inconscia dei lettori lo prende in senso letterale ) e non sono volontariamente volute, molte altre volte, e sono convintissimo di questo, ..per me no.. non sono casuali, sono manipolazioni intenzionali......in altri casi possono essere brutti lapsus rivelatori....

( tutti coloro che in strane circostanze sono morti perché si sono fatti male da soli.) Questo se è scritto in un giornale, sono convinto che viene preso in senso letterale... per qui.. chi sbaglia deve pagare, si riferisce al fatto che chi va in galera e piglia le botte, ha sbagliato e deve pagare. Sono sicuro che chi scrive sui giornali manipola in questo modo... scrivono gli articoli con un titolo con un significato e poi nell'articolo dicono tutto l'opposto. Per esempio. Comunque, qui il contesto è ben diverso.

E comunque, continuano ad apparirmi strane certe affermazioni di Lina, come quella per esempio dei cognati che hanno messo da parte i ritagli di giornale... ecc ecc.

Il problema per noi " complottisti " è che intenzionalità e casualità si mischia e comunque sono anche convinto che buona parte del gioco intenzionale di manipolatori consci e inconsci è proprio questo... Inutile dire che i complottisti vedono la realtà stravolta, quando la realtà che ci mettono di fronte è sempre e completamente stravolta... anche nel modo di presentarla. Tentando di inserire determinate idee e convinzioni nei fruitori dell'informazione..

Ma io proprio non ce la faccio a seguire i consigli di chi mi dice di lasciare perdere e di vivere .... con la mente libera..

Anonimo ha detto...

Comunque nel 2012, un ragazzo che conoscevo si e' suicidato impiccandosi sotto la doccia,con una cordicella incredibilmente corta e fine....quindi si puo'.Poiche' dubito che sia stato suicidato.Scrivo ciò ' perché' lo so'! E non certo per contraddire Paolo che piu' che spesso ci azzecca...Ciao

Paolo Franceschetti ha detto...

Rispondo all'ultimo lettore.

In teoria è possibile suicidarsi con un piccolo laccio collegato a una doccia, o a un termosifone.

Il problema è che in genere la doccia non regge il peso, e il più delle volte il "suicidio" fallisce.

Però è una possibilità.

E' escluso però che ci si possa suicidare con una sciarpa, perchè è troppo morbida, e non potrebbe premere sui punti giusti per strangolare efficacemente il soggetto.

Gemaco ha detto...

sua morte è avvenuta a distanza di pochi mesi di quella di Luca e sfido chiunque a rimanere insensibile. ( Lina )

Va bene, allora ne traggo le conclusioni che è un ambiente di cosi' brave e calorose persone che se avessero avuto difficoltà psicologiche personali , avrebbero trovato tutto il supporto morale possibile e immaginabile, ma di fatto 2 e piu' persone sono morte.

O le hanno ammazzate, o se si sono suicidate, o è un ambiente talmente pessimo dove 1 ) non si puo' parlare di certe cose..... e anche se ne parli, nessuno ti appoggia come amico a livello morale per venirne fuori.... e ti tocca suicidarti

Quindi, se è vero che si sono suicidati, , risulta strano che qualcuno senta dolore per la loro morte... quando una volta vivi erano in mezzo a persone con le quali non potevano dire niente e da cui non avrebbero ricevuto nessun aiuto.

La cosa quindi è molto ma molto strana, se fossero stati circondati da persone sensibili che sentono tutto sto dolore per la loro morte.... evidentemente non sarebbero morti... avrebbero potuto parlare e qualcuno si sarebbe offerto spontaneamente come amico di supportarli per farli venire fuori dalla situazione, ma non è successo.

Anonimo ha detto...

@ Gemaco

Bravo, ma infatti tutta questa presunta sensibilità chissà perchè viene sempre fuori quando si vuole in qualche modo mettere a tacere le uniche persone che qualche domandina se la pongono, infilandoci addirittura sensibilità di famiglie mai e poi mai farebbero un decimo del lavoro di Franceschetti e tanto meno si fanno una domanda che sia una...non sia mai che le tagliatelle della domenica dopo la Messa dovessero restargli sullo stomaco!
Io mi chiedo davvero in che schifo di mondo di merda viviamo, ma a che serve fare santini di persone morte quando nemmeno si vuole capire come e perchè sono morte, da lì si deduce quanto siamo alla deriva totale.

Anonimo ha detto...

Ma infatti anonimo, che uno intervenga per dire.... son morti in questo modo e non voglio sentire diverso..... che sia sensibilità questa poi ??? mah !!! Strano.

Strano intervento ...

Concordo ! Gli restassero le tagliatelle nello stomaco ...

Paolo Franceschetti ha detto...

Ho parlato via facebook con Lina Manuali e ci siamo spiegati.
Del resto una persona che volesse solo fare la troll non si firmerebbe con nome e cognome.
Lina è in buona fede. Non avendo mai letto il nostro blog e non conoscendo certe tematiche gli è capitato il mio articolo ed è rimasta un po' scossa il che è comprensibile.

Luigi Corvaglia ha detto...

ieri qui a Lecce: http://www.monopolipress.it/content/annuncia-la-morte-del-collega-avvocato-e-muore-anche-lui

Anonimo ha detto...

Buongiorno,

vi ho contattati ora via mail,
è una questione abbastanza importante.

La mail ha come oggetto "Informazione articolo avvocati - Importante" , vi prego - nonostante i vostri numerosi impegni - di darmi risposta appena la leggerete.

Grazie mille,

P.

Anonimo ha detto...

anche queste morti sono inquietanti, cosa ne dite?
http://www.corrieresalentino.it/2014/02/doppia-tragedia-nel-foro-di-lecce-muoiono-due-stimati-avvocati/