venerdì 26 dicembre 2008

Geometria del Male, di Sigismondo Panvini



Geometria del male. Di Sigismondo Panvini. Ed. Punto di Incontro.

Consigliamo la lettura di un libro interessantissimo. Un romanzo che, però, non è un romanzo. Geometria del male, di Sigismondo Panvini.

Alcuni dei pezzi più significativi per invogliarvi alla lettura.

venerdì 19 dicembre 2008

Rino Gaetano e i messaggi in bottiglia




Qualche appunto a margine del vergognoso film della RAI su Rino Gaetano.

Paolo Franceschetti e Stefania Nicoletti

Come abbiamo descritto molte volte nel nostro blog, il nostro è un sistema che uccide e strangola tutti coloro che ne sono al di fuori e non vogliono essere coinvolti nei giochi illeciti del potere massonico.
Il sistema, però, non penalizza solo chi ne è fuori, ma anche chi ne è dentro e ne riceve i vantaggi. Perché il problema è che una volta entrati nel sistema, tutto ciò che ti viene dato ti viene chiesto in restituzione sotto altre forme. Se fai carriera grazie al sistema, ad un certo punto arriverà qualcuno che ti chiederà il conto; ti chiederanno di fare uno sgarbo ad un vecchio amico che vogliono rovinare; ti chiederanno di falsificare un documento o farlo sparire, ti chiederanno di accollarti una responsabilità penale per salvare altri, di essere condannato ad un anno con la condizionale e di spendere la tua faccia su tutti i giornali per fare da capro espiatorio.

martedì 16 dicembre 2008

Confessioni di un ex massone




Maurice Caillet, Venerabile di una Loggia francese, ne svela i segreti

MADRID, lunedì, 10 novembre 2008 (ZENIT.org).- Maurice Caillet, Venerabile di una Loggia francese per 15 anni, svela alcuni segreti della Massoneria in un libro di recente pubblicazione e dal titolo: “Sono stato massone” (LibrosLibres).

Rituali, norme di funzionamento interno, giuramenti - in particolare le implicazioni del giuramento che obbliga a difendere gli altri “fratelli” massoni - oltre all'influenza sulla politica da parte di questa organizzazione segreta vengono ora alla luce.

martedì 9 dicembre 2008

La Vicenda De Magistris.


























Di Solange Manfredi




In questo articolo cercheremo di spiegare sinteticamente la vicenda De Magistris e i suoi ultimi sviluppi.

Nel farlo non ci soffermeremo sui nomi degli indagati, perché quello che qui interessa è mettere in evidenza un sistema criminale che, riteniamo, riguardi l’intera penisola.

sabato 6 dicembre 2008

Il memoriale Giannettini e la manipolazione dei gruppi terroristici da parte delle forze “occulte”



Di Solange Manfredi

Premessa.

Guido Giannettini, recentemente scomparso, era un agente del SID.

Il suo nome comparve per la prima volta nel corso delle indagini relative alla strage di Piazza Fontana. Ricordiamo come:

Il 13 marzo del 1972 Freda e Ventura vengono arrestati dal giudice Calogero di Padova con l’accusa di aver organizzato gli attentati a Milano del 25 aprile e l’8 e 9 agosto a danno di alcuni treni.

Il 21 marzo 1972 il fascicolo viene trasferito alla procura di Milano, sono emersi altri fatti che indicano gli arrestati come possibili autori della strage di Piazza Fontana (http://paolofranceschetti.blogspot.com/2007/12/piazza-fontana-12-dicembre-1969-nessun.htm) e la procura competente territorialmente è il capoluogo lombardo.

L’indagine viene affidata al giudice Gerardo D'Ambrosio e i sostituti Luigi Rocco Fiasconaro ed Emilio Alessandrini

Il giudice D’Ambrosio incomincia gli interrogatori. Si reca più volte presso il carcere di Monza per sentire Ventura. Questi dopo alcuni giorni, e messo davanti all’evidenza delle prove raccolte a suo carico, inizia a fare le prime ammissioni riguardo le bombe di Padova, Milano e sui treni ma aggiunge che, in realtà, lui operava come infiltrato presso la cellula neonazista di Freda su ordine dei servizi segreti, ed indica quale referente un certo Giudo Giannettini agente del SID.

lunedì 24 novembre 2008

Alcune considerazioni sul recente ritorno delle BR



Di Solange Manfredi

Il decreto Gelmini porta gli studenti (e non solo) in piazza.

Alle manifestazioni di protesta contro il decreto ci sono degli scontri (non si sa se, come in passato, causati da agenti provocatori, ma il sospetto è forte).

Nonostante l’impegno dei partecipanti alle manifestazioni, che instancabilmente gridano “siamo tutti studenti” con la utopica speranza, almeno questa volta, di non venire strumentalizzati, il governo, con rapidità e sicurezza straordinarie, dichiara: “Gli scontri a Piazza Navona del 29 ottobre 2008 sono stati causati dagli studenti di sinistra”.

Ecco creati gli estremisti di destra e di sinistra.

giovedì 20 novembre 2008

Il prezzo del potere.



Di Solange Manfredi




Premessa.

Paolo in questo blog ha scritto alcuni articoli su alcune associazioni esoteriche che hanno fatto sorgere tra i lettori confronti, a volte, anche accesi.

Diverse persone hanno commentato gli articoli scrivendo le proprie esperienze, e non solo.

Altri sono intervenuti per mettere in guardia dal “fascino” che dette associazioni possono avere su alcune persone.

In ultimo, ieri, un’amica di Paolo, letto il suo ultimo articolo sulla Rosa Rossa, gli ha detto che leggerlo fa venir voglia di iscriversi, più che di combattere il fenomeno...fa venire voglia di dire "voglio anche io avere conoscenze superiori" voglio anche io avere potere...”

Ed ecco il perché del mio intervento.

domenica 16 novembre 2008

La morte del papa



Tutta la verità sulla fine di Papa Luciani.

romanzo di Luís Miguel Rocha
Solange Manfredi

Questo libro è un’opera d’invenzione…oppure no.


Un romanzo avvincente, in alcuni punti “sorprendentemente” preciso, che consiglio vivamente di leggere.

Riporto alcuni passi tratti dal libro.

Nelle ultime due pagine del libro è riportata una lettera scritta da JC, nel romanzo il boia di Papa Giovanni Paolo I.

giovedì 6 novembre 2008

Il mistero dei rosacroce. E la Rosa Rossa.






1. Premessa. 2. I Rosacroce. 3. La Rosa Rossa o Golden Dawn. 4. Il problema dei Rosacroce. Il rapporto con il Cristianesimo. 5. Gli omicidi della Rosa Rossa. 6. Il sistema della Rosa Rossa. 7. La Rosa Rossa nel cinema nella letteratura e nelle arti. 8. Conclusioni. Il mistero dei Rosacroce. 9. Bibliografia.


1. PremessaAbbiamo spesso parlato in questo blog dei delitti della Rosa Rossa. A partire dai delitti del mostro di Firenze, per passare da Pantani, Fois, Cogne, Erba, Garlasco, Meredith. Vediamo quindi cos’è e come funziona questa organizzazione.
Prima di capire cosa è oggi, e come essa agisca nella politica e nella finanza, dobbiamo partire dai RosaCroce, per poi parlare specificatamente della Rosa Rossa e imparare a riconoscerla nella politica quotidiana, ma anche nella cronaca.
E’ necessario, per capire bene alcune delle problematiche, leggere anche il nostro articolo “Il trattato di Lisbona e i suoi antecedenti storici e culturali. Breve storia della massoneria dal 1300 ad oggi”. E’ opportuno leggere anche gli articoli “L’omicidio massonico parte 1” e la parte 2, relativa al delitto Pantani e Fois per non ripetere gli stessi concetti (i link li trovate alla fine dell’articolo). Questo articolo dunque presuppone la conoscenza degli altri.
Non saremo brevi, perché tenteremo di riassumere i punti principali di quella che è un’organizzazione che tiene le fila del potere da secoli, e che costituisce al tempo stesso uno dei misteri maggiori dell’umanità, i rosacroce.

venerdì 31 ottobre 2008

Colpo di Stato?


Di Solange Manfredi

Premessa.

Posti di lavoro a rischio, scioperi, agenti provocatori tra i manifestanti, scontri e l’immancabile accusa alla sinistra.

La strategia della tensione è iniziata così più di 40 anni fa.

Oggi la storia si ripete.
Ed allora bisogna domandarsi: chi manovra i fili cosa sta preparando?

La risposta non può che venire dall’analisi dei fatti e dalla conoscenza di quanto è successo in passato…visto che il meccanismo adottato pare essere sempre lo stesso.

Facciamo, quindi, un’analisi parallela tra quanto successo più di quarant’anni fa ed oggi e cerchiamo di capire, analizzando i fatti, cosa si sta preparando.

I servizi segreti e il segreto di Stato

Iniziamo con il dire che, come in passato è avvenuto per la strategia della tensione, ciò a cui, probabilmente, si deve guardare per capire cosa si sta preparando, è il potere politico e i servizi segreti. Il perché è semplice:

I servizi segreti sono, in tutto il mondo, organi clandestini del potere politico ed economico. La loro funzione sarebbe quella di garantire la sicurezza dello stato, ma accade spesso che la democrazia sia messa in pericolo proprio dalle attività illegali”. Crediamo di poter affermare che esse si identificano, salvo alcune eccezioni, in una costante tutela dell’illegalità, intesa come protezione dei responsabili di gravi fatti eversivi, sia come abituale depistaggio delle indagini su quei fatti, sia infine come continuo ricorso al comodo paravento del “segreto politico-militare” anche quando è evidente che esso viene invocato per coprire verità scottanti. Da questa continua opera di intralcio sono poi inevitabilmente venute le varie sentenze assolutorie[1]

I servizi segreti,inoltre, vanno di pari passo con il segreto di Stato, strumento di cui, nella storia della nostra Repubblica, ne è stato fatto ampio abuso. Anche qui il perché è semplice:

“...il segreto di Stato viene ripartito tra i suoi detentori e li immunizza, ognuno secondo il suo grado di iniziazione, contro la discussione….Il numero dei segreti di Stato che uno conosce diventa la misura del suo rango e dei suoi privilegi in una gerarchia sottilmente graduata. La massa dei dominati è senza segreti: non ha cioè nessun diritto di partecipare al potere, di criticarlo e di sorvegliarlo[2]

Analisi parallela: Sifar- De Lorenzo e Sismi -Pollari

Scandalo Sifar De Lorenzo

La prima struttura di intelligence della Repubblica italiana (SIFAR) nacque nel 1949 (articolo su questo blog del 06 gennaio 2008 “Quando si dice che il meccanismo è sempre lo stesso”, etichetta servizi segreti).

Obiettivo.

Da un memorandum del Comando generale di Stato maggiore (Jcs) del governo americano, datato 14 maggio 1952 (e rimasto segretissimo sino al 1978), si apprende come il capo del Sifar fosse segretamente vincolato a rispettare gli obbiettivi di un piano permanente di offensiva anticomunista chiamato “demagnetize” (“smagnetizzare”), e consistente in “operazioni politiche, paramilitari e psicologiche atte a ridurre la presenza del Partito comunista in Italia… un obiettivo prioritario che doveva essere raggiunto con qualsiasi mezzo.

Struttura: Gladio.

Nel 1956, grazie ad un accordo segreto tra De Lorenzo e la Cia (ovvero in una situazione di assoluta illegalità costituzionale), nasce Gladio.

La struttura, alle dipendenze dell’Ufficio R del Sifar, era articolata in 40 nuclei, dei quali sei informativi, dieci di sabotaggio, sei di propaganda, sei di evasione e fuga, dodici di guerriglia.

Dal materiale documentale raccolto nel corso delle indagini dal G.I. di Venezia Casson e dai sostituti procuratori militari di Padova, Sergio Dini e Benedetto Roberti, si evince come i gladiatori venissero addestrati a tutta una serie di attività terroristiche:

- con finalità intimidatorie (lancio di bombe contro sedi di partito);

- di provocazione, ovvero pestaggi e azioni che facessero degenerare delle manifestazioni pacifiche in scontri con la polizia ;

- atti di terrorismo da addossare ad altri.

Schedatura illegale.

Nel 1959 il Generale De Lorenzo dà inizio ad una operazione, illecita e segreta, di schedature di cittadini italiani. Tra questi: uomini politici, prelati, vescovi, imprenditori ed altre categorie di interesse rilevante per la vita della nazione

Le notizie raccolte nei fascicoli (spesso estese anche ai famigliari) in alcuni casi, poi, erano assolutamente inventate, quindi di poca utilità ai fini della sicurezza nazionale ma utilissime a scopo ricattatorio.

Golpe Piano Solo

Nel 1964 il Sifar è pronto al colpo di Stato.
Il Golpe, che poi non verrà attuato perché la sinistra accetterà le condizioni poste dai golpisti, prevedeva l’occupazione, da parte della sola Arma dei Carabinieri (di qui la denominazione “Piano Solo”), di obiettivi strategici nelle principali città italiane da attuarsi anche con l’appoggio di “milizie civili”, reclutate in modo clandestino.
Questi gruppi di azione (finanziati principalmente dal massone Vittorio Valletta, Presidente della FIAT) “avrebbero dovuto assecondare questo colpo che il generale De Lorenzo aveva preparato, anche in funzione di agenti provocatori[3]”.

Segreto di Stato

Nel 1967, grazie ad alcuni articoli apparsi sull’Espresso, scoppia lo scandalo Sifar -De Lorenzo.

Il Governo, ovviamente, pone subito il segreto di stato sulle indagini della magistratura e sui documenti inviati alla la Commissione Parlamentare di Inchiesta Bolchini Lombardi (nel 1990, tolto il segreto di stato, si scoprirà che questo era servito a coprire reati gravissimi e ad assicurare l’impunità a chi aveva attentato alla esistenza stressa della democrazia) .

Nel 1969 inizia il periodo del terrorismo e delle stragi.

Ufficialmente Gladio non è mai stata attivata. Il problema però è che compare nelle pagine più buie della storia della nostra Repubblica: omicidio Mattei, Piano Solo, omicidio commissario Luigi Calabresi, strage questura di Milano, Argo 16, sequestro Sossi, omicidio giudice Occorsio, omicidio giudice Amato, Moro, omicidio Toni De Palo, omicidio Mauro Rostagno, omicidio Li Causi (vedi articolo su questo blog del 29 maggio 2008, “Gladio, il principale segreto della Repubblica”, etichette servizi segreti).

Dunque abbiamo visto l’escalation:

1. costituzione di una struttura illegale: gladio con uomini addestrati a tutta una serie di attività terroristiche.
2. schedatura illegittima dei cittadini italiani con notizie false raccolte a scopo ricattatorio
3. apposizione ingiustificata del segreto di stato
4. preparazione di un colpo di stato.

Veniamo a oggi.

Scandalo Sismi – Pollari.

Il 27 settembre 2001 a Roma, il Consiglio dei Ministri, presieduto da Silvio Berlusconi, nomina direttore del SISMI il Generale della Guardia di Finanza Nicolò Pollari (vedi articolo su questo blog del 11 gennaio 2008 “Sismi, Pollari e il meccanismo…sempre lo stesso”, etichette servizi segreti)

Schedature illegali.

Nel 2003 la Procura della Repubblica di Milano, scopre che a Roma, in Via Nazionale, il SISMI dispone di un ufficio deputato ai depistaggi, alla creazione di documenti falsi e al condizionamento della stampa, e vi ritrova un archivio contenente migliaia di note e dossier illegali su politici, magistrati, giornalisti, personaggi del mondo economico- finanziario, ecc....

Responsabile del centro è Pio Pompa, ex dipendente Telecom, in stretto contatto con il direttore del SISMI Nicolò Pollari, a cui invia regolari rapporti.

Obiettivo.

Dalla lettura delle relazioni si evince come il programma preveda di «neutralizzare» e «disarticolare», anche con «eventi traumatici», persone e gruppi indicati come «nemici» non delle istituzioni, ma del presidente del Consiglio allora in carica, Silvio Berlusconi

Segreto di Stato

Ma non basta il Sismi viene coinvolto anche nel sequestro di un Imam avvenuto nel centro di Milano. Pollari viene convocato dalla magistratura per essre interrogato il Governo pone il segreto di Stato.

Falange Armata.

In quel periodo un’altra indagine smaschera migliaia di intercettazioni illegali operate dalla Telecom di Tavaroli a danno di ignari cittadini…ma non solo, a venire alla luce, grazie a dei documenti ritrovati nel corso di una perquisizione, è anche la Falange Armata.

“….organizzazione, con specifiche caratteristiche di guerra psicologica….L'operazione falange armata ha visto i natali dentro le istituzioni dello Stato, i cui responsabili hanno molte medaglie sul petto.
Omicidi, rapine, attentati, sequestri, introduzione in opere militari e politiche, trafugamento di armi istituzionali, addestramento di civili in attività militari, spionaggio politico e militare, intercettazioni illecite, violazione ed utilizzazione di un segreto d'ufficio, peculato, attentato alla democrazia ed altro ancora è ciò che l'operazione falange armata ha posto in essere fra il 1985 ed il 1994 attraverso gli operatori attivati, singolarmente o in piccole squadre… ha gestito e manipolato persone inserite all'interno di uffici istituzionali, che ha gestito l'erogazione di informative depistanti o peggio ancora utili per disattivare un soggetto considerato un rischio per i propri interessi, facendolo arrestare per reati mai avvenuti…fino a rendere il soggetto attenzionato completamente screditato, oppure interdetto, o alla peggio farlo ritrovare morto in circostanze ambigue, legate a strani interessi sessuali
[4]

Ricordiamo che la Falange armata ha rivendicato, tra le altre cose, le seguenti stragi:

1991
Il 4 gennaio, a Bologna nel quartiere del Pilastro, vengono uccisi tre carabinieri.
La strage è rivendicata dalla Falange Armata.

Il 3 maggio in una armeria di Bologna vengono uccise tre persone.
La strage è rivendicata dalla Falange Armata

1992

Il 23 maggio Giovanni Falcone viene ucciso insieme alla moglie ed alla scorta a Capaci.
La strage viene rivendicata dalla Falange Armata.

Il 19 luglio Paolo Borsellino viene ucciso con alcuni agenti della sua scorta in via d'Amelio a Palermo.
La strage viene rivendicata dalla Falange Armata.

1993

14 maggio esplode una autobomba in via Fauro a Roma. 15 feriti.
La strage viene rivendicata dalla Falange Armata.

27 maggio in Via Dei Georgofili a Firenze esplode una autobomba. 5 morti e 48 feriti.
La strage viene rivendicata dalla Falange Armata.


Riassumiamo i punti di contatto sino ad ora trovati tra i due scandali:

Sifar -De Lorenzo -------------------Sismi -Pollari

dossieraggio illegale -------------------dossieraggio Illegale
Piano “demagnetize” ------------------Piano "neutralizzare"
Gladio -----------------------------------Falange Armata
segreto di Stato-------------------------segreto di Stato
Piano per attuare un Colpo di Stato ----------?

La voce che ancora manca nella colonna di destra è il piano per attuare il colpo di Stato.

Colpo di Stato

Ed allora dobbiamo domandarci: ci sono degli elementi oggi che ci possono far sospettare che il piano per un colpo di stato in realtà sia già pronto? Probabilmente si.
Principalmente gli elementi sono due, vediamo quali:

1. Con la legge 24 febbraio 2006 n. 85, pubblicata in G.U. del 13 marzo 2006, n. 60 con il titolo: “Modifiche al codice penale in materia di reati di opinione”, il legislatore ha, nella sostanza privato di qualsiasi effettiva tutela le istituzioni democratiche del paese.

Le modifiche più importanti apportate dalla legge hanno ben poco a che vedere con i reati di opinione, infatti vengono modificati gli artt:
- 241 c.p. (attentati contro l'indipendenza, l'integrità e l'unità dello Stato);
- 283 c.p. (attentato contro la Costituzione dello Stato);
-289 c.p. (attentato contro organi costituzionali e contro le assemblee regionali)
ovvero le figure di attentato alle istituzioni democratiche del paese.

Con questa modifica, perché sia integrata la fattispecie di reato, gli atti devono essere non solo idonei e diretti, ma anche violenti.

Ma questo significa lasciare senza alcuna difesa le istituzioni democratiche perché una volta che l’atto violento è compiuto il bene è perso.

Inoltre un attentato all'integrità dello Stato, o alla Costituzione, o al funzionamento di organi costituzionali, può venir benissimo perpetrato anche con un abuso di pubblici poteri, alcuna violenza.

2. Quest’estate il Governo ha sostanzialmente militarizzato il nostro territorio.Migliaia di soldati sono stati inviati in varie città d’Italia al fianco di polizia e Carabinieri, perché?
Non certo per combattere la camorra, poiché questa non si combatte per strada ma nei centri di potere dove è ben inserita.

Quello che è da sottolineare, invece, è che il governo sta attuando delle politiche che paiono tendere non a ottimizzare le risorse evitando gli sprechi, ma a tagliare i posti di lavoro. Questo, ovviamente, provoca scioperi e manifestazioni che, come vediamo, si prestano all’intervento di agenti provocatori…esattamente come successo 40 anni fa.

Le banche, inoltre, sono in forte difficoltà e c’è il fondato sospetto che le rassicurazioni che ci vengono fornite siano in realtà menzogne. Che succede se avviene il crack? E se, come già successo in Argentina, la gente assaltasse le banche per riavere i suoi soldi?
Cosa succederà allora? Si applicheranno le leggi antiterrorismo contro i cittadini? In caso di insurrezioni popolare i soldati spareranno sulla folla? Forse.

Quello che è certo è che i soldati in tenuta antisommossa sono già presenti nelle nostre strade ed hanno avuto mesi per preparasi studiando il territorio.

[1] Giuseppe De Lutiis, I servizi segreti in Italia, editori riuniti, 1998
[2] Giuseppe De Lutiis, I servizi segreti in Italia, editori riuniti, 1998
[3] Commissione parlamentare di inchiesta, sugli eventi del giugno-luglio 1964, Relazione di maggioranza, cit., 556-557
[4] http://fabiopiselli.blogspot.com/2008/01/11-spionaggio-elettronico-e-falange.html

martedì 21 ottobre 2008

IOR



Di Solange Manfredi

In questi anni di ricerca, in cui mi sono trovata a leggere tanti atti processuali sui principali misteri italiani, una cosa mi ha colpita ed indotta a riflettere: tutti i casi giudiziari sembrano collegati tra loro.


Vi si possono riscontrare spesso gli stessi nomi, le stesse organizzazioni, gli stessi meccanismi, le stesse modalità per eliminare civilmente o fisicamente i testimoni, giudici, poliziotti, ecc…

E’ come se i misteri italiani fossero tutti all’interno della tela di un ragno.

Il problema è capire chi, o casa sia, il ragno.

Difficile a dirsi, anche perché chi ha tentato di raggiungere il centro di questa “tela” è morto.

Già i morti. Nella storia della nostra Repubblica le stragi e gli omicidi per cui non si è riusciti a risalire ai mandanti sono decisamente troppi.

Ho pensato allora di ricercare se vi era un filo che potesse collegare alcune morti della storia italiana, una sorta di minimo comun denominatore, ed ho trovato lo IOR.

Lo IOR a partire dagli anni ’60 ovviamente, ovvero da quando vi entrano a far parte alcuni personaggi legati alla massoneria.


LO IOR E LA MASSONERIA


E’ il 1955 quando l’arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini elegge a suo consulente finanziario Michele Sindona (massone dell'obbedienza di Piazza del Gesù, fa parte della loggia coperta “Giustizia e Libertà, vedi articolo del 09 febbraio 2008 su questo blog).

Nel 1960, probabilmente grazie ai buoni uffici dell’arcivescovo Montini, la società Fasco Ag di Michele Sindona, domiciliata in Liechtenstein, acquista dal presidente dello IOR Massimo Spada il pacchetto di maggioranza della Banca Privata Finanziaria.

E’ l’inizio dell’ascesa di Sindona.

Il 03 giugno 1963 Giovanni XXIII muore.

Viene convocato il conclave per elegger il nuovo Papa.

“Pochi giorni prima, i cardinali, guidati da Giacomo Lercaro di Bologna, si riunirono in una villa di Grottaferrata di proprietà di Umberto Ortolani, dove, protetti dalla notte e dagli agenti dell’Entità (servizio segreto vaticanon.d.r.) incaricati di sorvegliare le eminenze prima del conclave, venne deciso il nome del candidato da appoggiare. Il prescelto fu Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano, che era a conoscenza della riunione svoltasi in casa del famoso membro della massoneria.
Il conclave iniziò il 13 giugno del 1963.
Due giorni dopo, alla quinta votazione, il sessantacinquenne cardinale Giovanni Battista Montini fu eletto Papa e adottò il nome di Paolo VI. L’incoronazione ebbe luogo nove giorni dopo.
Per prima cosa il nuovo Papa ricompensò l’ospitalità del massone Ortolani nominandolo <<>>[1].

Il nuovo Papa, la cui candidatura parrebbe essere stata così caldamente appoggiata dalla massoneria, apre le porte del Vaticano a Sindona (P2), Calvi (P2), Gelli (P2) e Ortolani (P2), quindi consegna lo IOR nelle mani Marcinkus.

In effetti lo IOR rappresenta per i faccendieri di Loggia una manna. Viene loro offerta, infatti, la possibilità di operare con un Istituto:


- che non è tenuto a nessun tipo di informativa;
- che non è tenuto a pubblicare un bilancio o un consuntivo sulle proprie attività;
- i cui conti sono numerati, né nominativo né foto del correntista;
- che non rilascia ricevute delle operazioni, né documenti contabili;
- il conto può essere aperto in qualsiasi valuta;
- il denaro, senza né limiti né vincoli, può essere movimentato su qualsiasi banca del pianeta senza essere soggetto ad alcun controllo, ecc…


Ed infatti i faccendieri di Loggia utilizzano lo IOR per esportare fondi neri e riciclare denaro, come conferma anche Sindona:

«Lo Ior apriva un conto corrente con l’istituto di credito italiano che voleva esportare lire in nero. Il cliente della banca italiana depositava i soldi liquidi sul conto, e lo Ior provvedeva ad accreditarglieli all’estero, nella valuta e presso la banca che gli erano state indicate.
Nell’eseguire l’operazione, lo Ior distraeva una commissione poco più alta della normale.
La Banca d’Italia ed altre autorità non hanno mai interferito [...].
Sono al corrente di queste cose perché lo Ior agiva in questa veste per conto di miei clienti della Banca Privata e della Banca Unione.
Il vescovo Marcinkus, una volta arrivato a capire tutta la faccenda, si convinse che il sistema usato dallo Ior per esportare fondi fosse una specie di delitto perfetto
»[2] .

Già un “delitto perfetto”. Ma quanti sono quelli che hanno pagato con la vita perché, in un modo o nell’altro, hanno rischiato di “rompere” il “giocattolo”?

I MORTI: UNA STRAGE


1. Generale Enrico Mino.


E’ il 1975 quando al comandante dell’arma dei Carabinieri, Generale Enrico Mino, viene assegnato l’incarico di accertare quali prelati della Curia romana fossero massoni.

Due mesi dopo il Generale Mino consegna il dossier dei presunti massoni vaticani, tra cui vi sono i nomi del Cardinale Sebastiano Baggio, del cardinale Jean Villot, del vicario di Roma Ugo Poletti, di monsignor Paul Marcinkus, di monsignor Agostino Casaroli, di monsignor Donato De Bonis, di monsignor Pio De Laghi e di decine di altri prelati”[3]

Il dossier consegnato crea alcuni problemi ad alcuni prelati presenti nella lista.

Nell’estate del 1977 il cardinale ultraconservatore Giuseppe Siri incarica il generale Mino di svolgere una seconda inchiesta sui prelati della Curia affiliati o vicini alla massoneria. Questa volta, però, il comandante dell’Arma non riuscirà a concludere la sua inchiesta: il 31 ottobre muore precipitando con l’elicottero esploso in volo. Il perché di quella esplosione non verrà mai chiarito”[4].

Il dossier del 1975, invece, viene fatto sparire sepolto tra le carte dell’archivio Vaticano.


2. Papa Luciani

Il 26 agosto 1978, alla morte di Paolo VI, viene eletto Papa il cardinale Albino Luciani che prenderà il nome di Papa Giovanni Paolo I.

Il cardinale Albino Luciani non aveva mai nascosto di non apprezzare la spregiudicata gestione economica della Chiesa, soprattutto per quanto concerne la gestione dello IOR operata da Marcinkus e fratelli.

Così, appena eletto Papa, decise di raccogliere informazioni circa le voci che circolavano riguardo lo IOR e le infiltrazioni massoniche in Vaticano. L’incarico fu dato a Padre Da Nicola, agente dell’Entità infiltrato nello IOR.

Avute tutte le informazioni necessarie Papa Lucani :"...manifestò subito l’intenzione di procedere ad un radicale rinnovamento dei vertici curiali: sollevando dai loro incarichi alcuni dei più chiacchierati maggiorenti della nomenklatura: dallo spregiudicato presidente dell’Istituto per le Opere religiose monsignor Paul Marcinkus (capo della banca papale), al segretario dello Ior, l’intrigante monsignor Donato De Bonis; dal controverso dello Stato cardinale Jean Villot, al discusso vicario di Roma cardinale Ugo Poletti. Tutti costoro, perdipiù, erano stati esplicitamente indicati da OP come presunti affiliati alla massoneria ecclesiastica[5].

Non farà in tempo.

Il 28 settembre 1978 Papa Luciani, dopo soli 33 giorni di pontificato, morirà nel suo letto probabilmente avvelenato anche se la versione ufficiale parla di infarto miocardico.


3. Padre Giovanni da Nicola

Padre Giovanni Da Nicola: "...agente dell’Entità, infiltrato nello IOR che informava il sommo pontefice delle malversazioni finanziarie realizzate da Paul Marcinkus e dai suoi soci attraverso lo IOR sapeva, ora che Giovanni Paolo I era morto, di avere i giorni contati.

La spia chiese protezione al cardinale Benelli, ma le misure adottate non furono mai effettive.

Infatti Benelli era riuscito, attraverso la segreteria di Stato, a far trasferire Da Nicola alla nunziatura in Canada, ma la conferma del cambio di destinazione della spia non arrivava.

Quattro giorni dopo la morte di Giovanni Paolo I, mentre il mondo era ancora sotto scok, la spia dell’Entità fu trovata impiccata in un parco isolato di Roma, frequentato da travestiti e prostitute.

La polizia italiana chiuse il caso considerandolo un suicidio e nessuno si preoccupò di indagare sugli ematomi che Da Nicola aveva sulle braccia e sul corpo, segni evidenti di una colluttazione.

L’autopsia dimostrò che Giovanni Da Nicola aveva il collo rotto per una frattura provocata forse da un colpo alla nuca e non dal peso del corpo caduto nel vuoto appeso ad una corda.

Senza alcun dubbio l’uomo che più sapeva dei segreti dello IOR e di paul Marcinkus era stato assassinato. Nessuno fece domande, neanche i capi dello spionaggio e del controspionaggio vaticano[6].

4. Vittorio Occorsio.

Il giudice Vittorio Occorsio stava indagando sui rapporti tra terrorismo fascista e P2.


L’08 luglio 1976 il giudice Occorsio, parlando con un giornalista, fa notare una strana coincidenza: il totale della cifra pagata per i riscatti dei rapimenti per cui era stato arrestato Albert Bergamelli (ovvero quelli dei figli di Roberto Ortolani, Alfredo Danesi e Giovanni Bulgari, tutti e tre iscritti alla P2) corrisponde esattamente alla cifra spesa per l’acquisto della sede della costituenda organizzazione internazionale massonica OMPAM (Organizzazione Mondiale del Pensiero e dell'Assistenza Massonica) .

Il 09 luglio 1976, Occorsio viene assassinato a Roma da una raffica di mitra.

L’attentato viene prima rivendicato dal gruppo terroristico “Ordine Nuovo” e successivamente dalle Brigate Rosse con un volantino fatto trovare in una cabina telefonica a Reggio Emilia (???).

Quasi come a dire: uno vale l’altro.

Probabilmente al vertice c’è stata un po’ di confusione su chi, per l’occasione, avrebbe dovuto rivendicare l’attentato.

Comunque alla fine viene accertato che l’autore materiale dell’omicidio del giudice Occorsio è un neofascista, Pierluigi Concutelli.


Ma Pierluigi Concutelli pare sia anche un massone. Infatti la sua scheda, con l’indicazione della tessera n. 11.070, viene ritrovata da Giovanni Falcone a Palermo, nella sede della Loggia massonica Camea.


La loggia Camea è una loggia che ha al suo interno come affiliati non solo Sindona, ma anche il boss Stefano Bontade e quel Giacomino Vitale che, come vedremo successivamente, si adopererà per fare le telefonate minatorie all’avv. Giorgio Ambrosoli.
Tutti fratelli di Loggia... che strana coincidenza.


5. Emilio Alessandrini.


Il giudice Emilio Alessandrini conduce le indagini sugli scandali finanziari del Banco Ambrosiano e su Calvi.

Nel novembre '78 gli ispettori di Bankitalia stilano un rapporto allarmante sulla situazione finanziaria del Banco Ambrosiano.

Il 23 dicembre '78 il giudice Alessandrini riceve il rapporto di Bankitalia sull'Ambrosiano.

Un mese dopo, il 29 gennaio 1979 viene ucciso a Milano da un commando di Prima linea.

6. Carmine Pecorelli

E’ il 12 settembre 1978 Mino Pecorelli pubblica su OP la lista di 121 nomi di presunti prelati massoni, tra cui il segretario di Paolo VI Pasquale Macchi, il vicedirettore dell’Osservatore romano Virgilio Levi, il cappellano di Paolo VI Annibale Ilari e altri prelati, fra cui addetti alla gestione delle finanze vaticane guidati dal vescovo dello Ior Paul Marcinkus, massone matricola 43/649.

Il 20 marzo 1979 alle ore 20.30, Pecorelli lascia la redazione di “Op”, in via Tacito 50, sale sull’auto ed accende il motore. Un uomo si avvicina al finestrino e spara un colpo in bocca al giornalista, poi, aperta la porta della vettura fa fuoco sul corpo di Pecorelli altre tre volte.


7. Giorgio Ambrosoli

L’11 luglio 1979 il Giorgio Ambrosoli, commissario liquidatore della Banca privata italiana di Michele Sindona, già precedentemente minacciato dal mafioso massone Giacomino Vitale, cognato del boss massone Stefano Bontate, viene ucciso davanti al portone di casa da William Aricò (morto poi in carcere durante un “presunto” tentativo di evasione. Secondo la versione ufficiale voleva scappare uscendo dalla finestra della sua cella, il problema è che la sua cella si trovava al nono piano e, come era prevedibile, è precipitato).

Collaboravano con Ambrosoli Antonio Varisco e Boris Giuliano.

8. Antonio Varisco

Il 13 luglio 1979, due giorni dopo Ambrosoli, muore il colonnello Antonio Varisco comandante del Nucleo traduzione e scorte del Tribunale di Roma.


Antonio Varisco viene colpito da una raffica di mitragliatrice sparata da due uomini mentre si trovava nella sua auto fermo ad un semaforo.


L’omicidio viene rivendicato con una telefonata dalle BR.


9. Antonio Strallo

Ad indagare sull’omicidio di Varisco è il capitano della Digos Antonio Strallo che però, nonostante la rivendicazione, non è convinto che gli autori dell’attentato siano le BR.

Verrà ucciso prima di portare a termine l‘indagine.

10. Boris Giuliano

Il 20 luglio 1979 Boris Giuliano, capo della squadra mobile di Palermo viene ucciso nel bar Lux di Palermo da un uomo che si avvicina e gli spara un colpo alla nuca.

Prima di uscire dal locale l’assassino depose sul cadavere un garofano bianco. Anni dopo si scoprì che quel fiore era un segno utilizzato dall’Inquisizione romana, negli anni in cui il cardinale e inquisitore generale Michele Ghislieri seminava il terrore nella città eterna. Il garofano bianco infatti veniva lasciato davanti alle case per indicare agli uomini del Sant’Uffizio che chi vi abitava doveva essere arrestato e torturato".[7]

Boris Giuliano aveva scoperto i flussi internazionali del denaro sporco delle banche di Sindona e, stando a quanto ha dichiarato l’avvocato Giuseppe Melzi – legale di un gruppo di piccoli azionisti del Banco Ambrosiano – su questo importante aspetto a metà giugno del 1979 c’era stato un incontro tra Giuliano e l’avvocato Ambrosoli.

Successore di Boris Giuliano, come capo della squadra mobile, sarà Giuseppe Impallomeni, (tessera P2 n. 2213).

11. Graziella Corrocher

Il 17 giugno 1982 la segretaria di Calvi da 15 anni, Gabriella Corrocher, dopo aver partecipato all’ultima riunione del consiglio di amministrazione del Banco Ambrosiano precipita giù dalla finestra del palazzo. La sua morte verrà archiviata come suicidio.

12. Roberto Calvi

Il 18 giugno 1982 Roberto Calvi viene ritrovato appeso all’impalcatura del ponte dei Blackfriars a Londra.

13. Giuseppe Dellacha.

Il 02 ottobre 1982 anche il dirigente del Banco Ambrosiano, che pare facesse da corriere speciale tra Calvi e Marcinkus, precipita giù da un balcone. Anche questo caso verrà archiviato come suicidio.

14. Barbara, Salvatore e Giuseppe Asta

Carlo Palermo, partendo da una indagine sul traffico di armi, scopre che vi sono connivenze ad alto livello rese possibili da logge massoniche coperte e che collegavano alcuni misteri italiani tra cui: Banco Ambrosiano, P2, IOR, suicidio Calvi, i nostri servizi segreti deviati e l’attentato al Papa.

Inizia ad acquisire documenti e scopre depistaggi. Immediatamente partono le contromisure e, dopo denunce penali e disciplinari (che si riveleranno, poi, ovviamente anche queste assolutamente infondate), ecco il tritolo a porre definitivamente la parola fine alle indagini.

E’ il 02 aprile del 1985 quando il giudice Carlo Palermo subisce l’attentato di Pizzolungo.

Il giudice e la scorta restano feriti dall’esplosione. Barbara Asta e i suoi due gemelli, Salvatore e Giuseppe di 6 anni, invece, perdono la vita. La loro auto si trova tra quella del giudice e l’autobomba imbottita con 20 kg di tritolo.
E’ il 02 aprile 1985.


15. Michele Sindona

Il faccendiere piduista ed assassino Michele Sindona (vedi articolo su questo blog del 09 febbraio 2008 “Il caso Sindona e l’importanza del giuramento massonico), dopo la condanna per l’omicidio di Giorgio Ambrosoli, sentendosi “tradito ed abbandonato dai suoi” (come è tutto relativo nella vita) minaccia di parlare e di dire nomi e cognomi delle persone per cui, negli anni, ha riciclato il denaro.

Non farà in tempo.

Muore nel carcere di Voghera il 22 marzo 1986 bevendo un caffè al cianuro. Il caso viene archiviato come suicidio.

15. Gardini e Cagliari

Per lo scandalo Enimont, Gabriele Cagliari presidente dell'Eni, e Raul Gardini patron del Gruppo Ferruzzi, muoiono, apparentemente suicidandosi (vedi articolo su questo blog del 30 luglio 2008 “Tre suicidi eccellenti”), poche ore prima di essere ascoltati dai magistrati.

I miliardi di Ferruzzi pare siano transitati per la banca vaticana, per poi venire depositati in un conto estero cifrato.

16. Paolo Borsellino

Il giudice Paolo Borsellino, grazie alle confessioni del pentito Calcara, ha informazioni importanti sulla morte di Papa Luciani e sull’attentato a Papa Giovanni Paolo II.

La delicatezza e pericolosità delle informazioni lo induce a condurre le indagini per trovare i riscontri ai racconti di Calcara in gran segreto, riscontri che appunta, di volta in volta, nella sua agendina rossa. Eppure, nel maggio del 1992, la notizia su cosa stia indagando Borsellino, viene divulgata.

Il 19 luglio 1992 Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta (Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina) vengono dilaniati da 100 kg di tritolo sotto casa della madre del giudice in via D’Amelio. L’agendina rossa verrà trafugata dal luogo della strage.

Come per l’attentato al giudice Carlo Palermo, anche in questo caso, e nonostante i numerosi riscontri in senso contrario, l’attentato verrà attribuito alla mafia (??????).


Conclusioni.

Abbiamo visto quante persone (e l’elenco non è sicuramente completo), che in qualche modo con la loro attività hanno minacciato lo IOR, siano morte.

Il dato, però, che salta subito agli occhi è come siano morte, con una tempestività straordinaria, per mani diverse e, a prima vista, uccise da organizzazioni che tra loro non dovrebbero avere nulla a che fare: BR, Ordine nuovo, Prima Linea, Mafia, ecc.. Anche i suicidi sono stati “troppo” tempestivi.

Ora una domanda sorge spontanea: possibile che la depressione (per i suicidi) e/o organizzazioni tra loro distanti abbiano deciso di entrare in azione uccidendo tutte queste persone proprio al momento giusto per impedire che lo scandalo IOR scoppiasse?

Troppe coincidenze, difficile credervi, non sarebbe invece più facile credere che Ordine Nuovo, BR, Prima Linea, Mafia, depressione che porta al suicidio, eccc .. non siano altro che sigle o “depressioni” mosse da un identico vertice e create ad arte per depistare non solo la magistratura ma ancor prima i cittadini? Probabilmente si.




[1] L’Entità, Eric Frattini, Fazi Editore, pg. 331
[2] Sergio Flamini, Trame Atlantiche, Storia segreta della loggia massonica P2, Kaos Edizioni, pg. 81
[3] All’ombra del Papa infermo, Discepoli di Verità, Kaos Edizioni, pg. 16-17
[4] All’ombra del Papa infermo, Discepoli di Verità, Kaos Edizioni, pg. 17
[5] All’ombra del Papa infermo, Discepoli di Verità, Kaos Edizioni, pg. 19
[6] L’Entità, Eric Frattini, Fazi Editore, pg. 362-363
[7] L’Entità, Eric Frattini, Fazi Editore, pg 371

giovedì 16 ottobre 2008

Rose rosse per Jorg Haider








Ovvero: L’europa nuoce gravemente alla salute (dei suoi avversari).

Stefania Nicoletti

La notte tra il 10 e l’11 ottobre Jörg Haider, governatore della Carinzia e leader dell’estrema destra austriaca, muore in un incidente stradale a sud di Klagenfurt, nella valle chiamata Rosenthal, Valle delle Rose.

martedì 14 ottobre 2008

L’esercito nelle strade: perché? Ha qualche cosa a che vedere con il crack finanziario?




Quest’estate il Governo ha sostanzialmente militarizzato il nostro territorio.
Migliaia di soldati sono stati inviati in varie città d’Italia al fianco di polizia e Carabinieri, perché?

E’ stato detto che questo provvedimento serve per far sentire la presenza dello Stato e per dare più sicurezza ai cittadini ed ai turisti.
La tesi non mi convince.

Qualsiasi turista che si sia recato in un paese dove per le strade vi era l’esercito in assetto antisommossa tutto può aver provato tranne che la sensazione di sentirsi sicuro, anzi. Normalmente queste misure vengono prese in territori fortemente destabilizzati e rischiosi, in quei paesi, per intenderci, dove la Farnesina, consiglia ai turisti che vi si recano di comunicare data di arrivo, luogo di pernottamento e data di partenza. Niente di tutto ciò si è mai visto in Paesi come la Francia, Inghilterra, Svezia, Olanda, Canada, ecc…

Qualcuno ha affermato che l’esercito sia stato mandato per sopperire ai tagli del Governo alla sicurezza. Per intenderci: meno soldi per le forze dell’ordine, meno organico e, quindi, necessità di utilizzare l’esercito. Anche questa tesi mi convince poco visto che importanti tagli sono stati operati anche nei confronti delle forze armate.

Ci è stato anche detto che l’invio delle forze armate, soprattutto in Campania, è giustificato per combattere la camorra. Anche questa tesi non mi convince. Dubito che per combattere la camorra sia utile inviare l’esercito per le strade in tenute antisommossa. Il camorrista che potrebbe capitare nelle mani dell’esercito, magari colto in flagrante mente spara ad un pregiudicato di una famiglia rivale, rappresenta la bassa manovalanza, niente di più.

La camorra non si smantella arrestando la bassa manovalanza, ma colpendo i boss. Per fare questo si deve combattere la collusione, la complicità, l’associazionismo che sta ai vertici del territorio. Gli accordi, quelli che permettono al camorrista o mafioso di mantenere il controllo di un territorio, non avvengono per le strade ma in uffici pubblici e privati, suggellati da strette di mano e mazzette.

Per combattere tutto ciò, probabilmente, è più utile l’intelligence, non uomini dei reparti speciali addestrati alla guerriglia urbana.

Se tutte queste motivazioni non convincono, e personalmente non mi convincono, la domanda resta: perché da circa due mesi l’esercito in tenuta antisommossa pattuglia le strade delle nostre città?

Negli Stati Uniti, il 30 settembre, la rivista dell’esercito americano Stars & Stripes in un articolo ha sottolineato come la 1° Brigata da Combattimento della 3° Divisione di Fanteria è stata incaricata di stare agli ordini del NorthCom (US Northern Command), internamente agli Stati Uniti, a partire dal 1° ottobre. La rivista ha qualificato l’iniziativa così: “Potrà essere mobilitata per aiutare nelle operazioni richieste da sommosse popolari e per controllare la folla”.
Dunque l’esercito è pronto anche negli Stati Uniti, ma perché?

Questo dispiegamento di forze militari ha qualche cosa a che vedere con il crack finanziario a cui stiamo assistendo?
Certo è che se domani diverse banche chiudessero lasciando i correntisti senza soldi forse qualcuno potrebbe arrabbiarsi.
Allora sorge spontanea una domanda. Non sarà mica che l’esercito serve per prevenire le possibili sommosse che conseguono al crack finanziario? Dato che i nostri politici sapevano bene che ci sarebbe stato il crack, non è sospetta questa coincidenza di tempi?

C’è un’altra coincidenza sospetta. La rcente introduzione della pena di morte per i casi di “sommossa” introdotta da quel capolavoro che è il Trattato di Lisbona. Non sarà mica che quando i politici hanno parlato di pena di morte e di sommossa hanno pensato proprio a questo tipo di situazione, del resto ben nota anche a loro, da anni?

La storia insegna che per far scoppiare una rivolta è necessario che i “sudditi” non abbiano più da mangiare, celebre la frase di Maria Antonietta di Asburgo-Lorena che, al Primo Ministro che le diceva: “il popolo ha fame, manca il pane”, rispose “Dategli le brioches”. Solo per dovere di cronaca Maria Antonietta venne, poi, ghigliottinata durante la Rivoluzione francese.

domenica 12 ottobre 2008

A cosa serve la crisi finanziaria? E a chi giova?




Paolo Franceschetti


1. Premessa
Come tutti sanno questo blog parla di argomenti vari, Mostro di Firenze, Moby Prince, Ustica Moro, ma tutti accomunati da un nesso comune. La massoneria. Cosa c’entrano questi argomenti con il crack finanziario? C'entrano. C'entrano. Se avrete la pazienza di seguirmi per un po’ ve lo chiarisco, cercando di spiegare il motivo di questo crack finanziario quasi globale, che è solo prodromico ad altri ancora peggiori, questa volta globali. Cercheremo di capire cioè chi l’ha innestato e perché. Ho iniziato a capire la potenza della massoneria e i suoi fini, non da complottista fissato, non da appassionato di gialli ed esoterismo. I complotti non mi avevano mai interessato e non ho mai avuto fiuto per i rebus o per i gialli. Certo, avevo intuito che dietro tutte le morti sospette nei testimoni dei processi, dietro agli infarti, agli incidenti, c’era qualcosa di potente. Avevo intuito che se tutte le stragi italiane erano rimaste impunite qualcuno manovrava dall’alto. Ma non avevo capito chi c’era dietro, e soprattutto non avevo capito perché. Poi ho iniziato a capire, dopo l’inchiesta Cordova, la potenza della massoneria, cioè una forza in grado di legare tra sé, e subordinare ad essa, mafie, servizi segreti, e poteri illeciti vari. Fin qui OK. Ma restava una domanda… Se esiste un’organizzazione così potente da condizionare la politica degli Stati, organizzare guerre, organizzare stragi e farla sempre franca, uccidere tutti coloro che si oppongono al sistema, qual è il fine ultimo di questa organizzazione? Il fine era quello che mancava.
Poi ho capito

2. Il sistema.
Ho iniziato a capirlo studiando le leggi del sistema bancario. Studiando - da giurista e non da esoterista – il mondo delle banche, il suo funzionamento e i suoi riflessi sulla vita di tutti noi cittadini. Banca d’Italia, BCE, Fondo Monetario internazionale… E ho capito che è quello il cuore di tutti problemi: il mondo bancario. Vediamo di riassumere i punti salienti della mia ricerca:

1) Anzitutto una prima anomalia che si palesa subito a chi studia l’argomento, è il funzionamento della Banca D’Italia e della BCE. La Banca d’Italia è per il 95 per cento in mano ai capitali privati, ovverosia Intesa-San Paolo, Generali, Monte dei Paschi di Siena, ecc…. La quota più rilevante è quella di Intesa San Paolo che è una vera e propria quota di controllo. Quindi ecco un primo grosso problema della politica e finanza italiane: la moneta non viene emessa dallo stato, ma dalla banche private; il controllo della moneta e degli istituti di credito è in mano alle banche private e non allo stato. Cioè i controllati si controllano da soli.
Questo significa una cosa sola: che sono le banche a governare il paese, e non la politica, e che i politici sono asserviti ai bancheri e agli imprenditori. Ciò è confermato dalle leggi che disciplinano le banche, ove è evidente che il governo non ha nessun potere su Banca D’Italia, né di controllo né di nomina degli amministratori.
2) La seconda anomalia è europea. Noi dipendiamo dalla BCE. E la BCE è un istituzione indipendente dalla Comunità europea, con più poteri addirittura dello stesso parlamento europeo. Gli amministratori della BCE son svincolati dai governi, non rispondono praticamente a nessuno e godono addirittura di immunità superiori a quelle, già corpose, dei parlamentari europei.
In poche parole: la finanza europea dipende dalla BCE.

3) La cosa che salta agli occhi è che la Banca d’Inghilterra ha il 17 per cento del capitale della BCE. Ma l’Inghilterra è fuori dall’euro, quindi non ha senso che una nazione straniera fuori dal circuito dell’euro possa controllare i destini dei paesi dell’area Euro. Ora, se i geni dell’anticomplottismo saltano subito su a precisare che quel 17 (superiore pure alle quote italiane, francesi, spagnole) è solo formale, basta un minimo di intelligenza per capire che un’istituzione come la Banca d’Inghilterra non si insedia certo in un organismo importante e potente come la BCE solo formalmente. In realtà “sostanzialmente” le banche inglesi hanno un potere enorme sulle banche europee. Vediamo come.

4) Facendo una breve ricerca che chiunque può fare da solo su Internet, risulta che il vertice della massoneria mondiale, il vertice UFFICIALE, è nella corona inglese. Ora, siccome la corona inglese nomina i dirigenti della Banca d’inghilterra (è sufficiente controllare sul sito ufficiale della banca) ne consegue che la Banca d’Inghilterra è controllata dalla massoneria. E questo non lo diciamo noi, ma lo dicono i siti ufficiali di queste istituzioni.

5) Considerando l’importanza e la potenza della massoneria a livello mondiale ci vuole poco a capire quindi chi, veramente, detiene il potere nella BCE, e per quale motivo i vertici della BCE non rispondono penalmente e civilmente neanche nei confronti del parlamento europeo. Ma la vera anomalia non è neanche questa.

6) La cosa più assurda è che controllando il flusso degli investimenti delle banche italiane, si nota che molte, tante, troppe azioni e troppi milioni di euro, sono investiti in… banche inglesi e americane. Barclays, Rockfeller, Morgan Stanley, ecc., creando un conflitto di interessi pauroso. In altre parole, il nostro destino è legato a filo doppio alle sorti delle banche inglesi e americane. In questo modo si crea però un conflitto di interessi, perché le leggi o le manovre finanziarie che rafforzano l’Euro danneggiano le altre monete, ma rafforzando la nostra moneta paradossalmente allo stesso tempo danneggiamo anche le nostre banche e i nostri investimenti, e viceversa. Analizzando quindi i flussi di capitali e la ricchezza ci si accorge che tutto il potere del mondo è concentrato in poche mani, di pochi gruppi bancari e industriali il cui destino è legato a filo doppio dalle stesse vicende. A questo punto si capisce perché la politica sia assoggettata alle banche e perché chi prova a toccare le banche muore. Si capisce cioè perché, gira e rigira, tutti quelli che si sono avvicinati alla massoneria e/o alle banche sono morti, da Falcone, ad Ambrosoli, a persone meno conosciute come Arrigo Molinari che avevano provato a portare alla luce il problema del Signoraggio (Arrigo Molinari che, ricordiamolo, morirà in un lago di sangue, secondo il copione più classico dei delitti della Rosa Rossa, in una data il cui valore numerico è, non a caso,

7). Ma ancora non si capisce il fine di tutto ciò. Controllare tutto va bene. Ma perché? Studiando i meccanismo del sistema bancario la cosa appare chiara e risulta evidente il motivo della crisi di questi giorni. Anche qui occorre procedere per punti.

1) Le banche prestano denaro virtuale ed inesistente a fronte di beni reali. Spieghiamo meglio. Per prestare denaro una banca non fa alcuna fatica, deve solo scrivere una cifra sullo schermo di un PC. Si digita: 1.000.000.000 di euro e voilà… come per magia la banca ha prestato un miliardo di euro. Quando l’azienda, il privato, o lo stato estero, non possono restituire, la banca fa un’operazione molto semplice: chiede all’azienda mezzo miliardo di azioni in cambio dell’azzeramento del prestito; chiede al privato i suoi beni in cambio dell’azzeramento del prestito; oppure chiede allo stato estero del terzo mondo una miniera di diamanti, di oro, ecc…. Non è un caso che la maggior parte delle miniere di diamanti dell’Africa siano di proprietà di banche europee. Il meccanismo è semplice: se Tizio non può pagare un debito di 100, la banca si accontenta di un bene che vale 50. Tizio ci guadagna. La banca, contabilmente, ci rimette. In realtà, dal punto vista reale, la banca non ha perso nulla, ma al contrario ha guadagnato una miniera, il controllo di una società, i beni di Tizio. Cioè in altre parole la banca non ha perso nulla, tranne una cifra scritta sullo schermo di un PC; ma in cambio ha acquistato petrolio, diamanti, oro, terreni, case. Ricordiamoci poi che da Bretton Woods in poi, nel 1944, il sistema bancario mondiale non è più vincolato all’oro, ma è poco più che carta straccia. Il suo valore infatti è dato da un complesso di calcoli e di variabili che in sostanza fanno dipendere il suo valore dalla fiducia che in un dato momento il mondo accorda a quella moneta. La banca cioè (o il suo prestanome) a fronte di un esborso pari a 0, acquista beni reali, diamanti, oro, terreni, case, società. Inoltre, allo stato attuale, non esiste neanche una quantità di cartamoneta sufficiente a coprire tutti i conti correnti e i debiti della banche. Questo significa che se domani tutti i risparmiatori si recassero a prelevare contanti, in circolazione non ci sarebbe neanche un numero di monete sufficiente a restituire il tutto. Il denaro, in altre parole, è diventato meno che carta straccia. E’ diventato un numero scritto sullo schemo di un PC. Quindi è sbagliato dire che la banche “falliscono”. Fallimento implica l’idea di sconfitta. Sarebbe più corretto dire che la banca “termina il suo lavoro”. Quando la banca fallisce, in realtà non fallisce affatto, ma ha completato la sua opera: che è quella di acquisire beni reali a fronte della cessione di beni inesistenti. Avere un bilancio in passivo, per una banca, equivale ad avere in mano un documento con calcoli e cifre… ma avere in mano anche beni materiali di ingente valore acquistati per poter arrivare a questo buco di bilancio.

2) L’altro strumento di questa immensa operazione è stato il fenomeno delle privatizzazioni. Ci avevano detto che la provatizzazione serviva per rendere più efficiente il sistema dell’energia, il telefono, l’acqua, tutto. All’inizio ci avevamo creduto. Ma oggi abbiamo capito che non è così. Telecom è più inefficiente di prima, quando la società si chiamava SIP. Mentre l’Enel, in questi anni, ha moltiplicato gli “errori” sulla bolletta e sui contatori, che sono all’ordine del giorno e si traducono una truffa sistematica ai danni dei cittadini, con un meccanismo che prima, quando questi enti erano in mano statale, non accadeva. Per non parlare delle società di riscossione delle tasse degli enti locali, che diventano private. Cioè si affida un servizio pubblico impositivo ad un ente privato che mediante le cosiddette cartelle esattoriali pazze, incamera illegalmente milioni di euro. Come poi sappiamo, è in atto un processo di privatizzazione degli altri servizi pubblici essenziali, come l’energia e l’acqua. E chi controlla l’acqua, l'energia e il cibo, controlla il pianeta.

3. Conclusioni
Studiando il sistema bancario, si spiega la ragione dell’intoccabilità delle banche. Ecco perché nessun partito, da destra a sinistra, salvo pochissime eccezioni, ha sollevato il problema. Neanche i paladini dei poveri come Rifondazione Comunista lo hanno fatto; né i paladini del nazionalismo e della forza dello stato, lega e AN, hanno denunciato questo stato di cose. Perché la parole d’ordine della politica è occuparsi di temi solo secondari, dall’aborto ai Pacs. Ma mai, in nessun caso, occuparsi della banche (che poi significherebbe risanare il bilancio dello stato e evitare il crack economico e finanziario). Da queste leggi, e dalla situazione economica e finanziaria, si risale al gruppo Bilderberg., alla P2, alla Rosa Rossa e a tutto il resto. Rosa rossa che è il cuore del potere bancario, finanziario, e politico. E allora non ci si stupisce più del motivo per cui, ad esempio, si trova il simbolo della rosa non solo nei simboli dei partiti; ma lo stilema di una rosa, compare nel sito di una delle istituzioni bancarie più importante del mondo, Euroclear (l’ex Cedel). E non deve stupire che tale stilema, in quel sito, sia immerso nel colore rosso, che altro non è che il lago di sangue che è stato versato in tutti questi decenni per arrivare alla situazione attuale; una situazione che è stata preparata con cura nei decenni, dai politici e dai finanzieri, in un legame indissolubile in cui nessuno poteva fare a meno dell’altro, e che ha richiesto un enorme dispendio di energie affinchè il piano finale potesse realizzarsi. Infatti per arrivare ad un’operazione del genere era necessario che nessun politico potesse dissentire dal programma globale; e che tutta la grande finanza, col tempo, si fosse assoggettata ad esso. Ecco allora che i pochi politici onesti col tempo sono stati allontanati. Ecco che chiunque arrivava alla verità moriva. Ecco le stragi di stato, per poter permettere il passaggio all’attuale sistema bipolare sull’onda della paura. Ed ecco le ragioni di questo crack finanziario globale: far crollare il sistema bancario, per far perdere al denaro il suo valore, ma affinchè i beni, siano essi terreni, oro, diamanti, abitazioni, continuino a valere. E quelli sono in mano ai grandi gruppi bancari e finanziari. Se a questo crack aggiungiamo la privatizzazione di tutti i servizi pubblici, compresa l’acqua, la luce, il quadro è completo. Tutto ciò rientra nel progetto di controllo globale delle risorse: i grandi gruppi bancari e industriali, nonostante il fallimento (anzi… proprio grazie a questo) avranno in mano non solo beni materiali come oro diamanti petrolio, ma anche risorse primarie, come acqua e energia elettrica.


Riassunto per domande e risposte.

Riassumiamo il tutto con semplici domande e risposte.
1) Chi ha voluto il crack? Le grandi banche. I grandi banchieri ovverosia il vertice della massoneria internazionale. BCE, Banca D’inghilterra e Federal Reserve in testa.
2) Perché? Per arricchirsi. Loro hanno acquisito e acquisiranno beni reali, mentre perderanno solo denario, ovverosia una posta virtuale che non vale niente. Il fallimento, infatti, arricchirà queste persone, e non le indebolirà. Sono loro che hanno le materie prime.
3) Di chi è la colpa? Della politica che lo ha permesso. Dei banchieri e della finanza internazionale che in questi decenni hanno corrotto e/o ucciso tutti quelli che si sono opposti a questo progetto.
4) Quali mezzi hanno usato? Il trattato di Lisbona, l’Unione Europea, i sistemi politici bipolari (non a caso fortemente voluti dalla P2). Questi sono solo i mezzi per accentrare tutti i poteri in poche mani, e allontanare i centri decisionali del potere dalla gente. E sono uno strumento per permettere questo crack finanziario, che diversamente non sarebbe stato possibile, se la politica avesse fatto il suo dovere e se ciascina nazione avesse curato i propri interessi anziché quelli dell’Unione Europea.
5) Ma cosa c’entra la Rosa Rossa con il crack finanziario, con Cogne, Erba, e il Mostro di Firenze? La massoneria rosacrociana, per poter attuare un piano decennale come quello che si può vedere in atto, è (e non può che essere) potentissima. Se qualcuno dei suoi membri commette delitti di natura esoterica, per finalità specifiche interne all’ordine, questi vengono coperti da tutti gli affiliati all’organizzazione. Si tratta di un’organizzazione che ha il potere di unificare l’europa e poter programmare un crack finanziario che era risaputo in tutti gli ambienti; un crack cioè che è stato voluto dalla elite bancaria e finaziaria, e appoggiato dalla maggior parte dei politici al governo che sono i meri esecutori materiali di questi gruppi. Un organizzazione così ha logicamente il potere di controllare e intervenire anche nelle vicende apparentemente marginali, come i delitti di sangue commessi dai suoi affiliati. In effetti, da questo punto di vista, hanno ragione Berlusconi e Tremonti. La situazione è sana: le banche infatti, non “falliscono” se non vitualmente, ma hanno raggiunto il loro obiettivo. E, dal loro punto di vista, non c’è certo di che preoccuparsi. Chi si deve preoccupare sono solo le persone che avevano accumulato, orgogliose, quelle decine di migliaia di euro in banca. “Loro”, i potenti, comunque vada cascheranno in piedi e si rialzeranno addirittura più forti di prima, con il controllo delle risorse economiche del pianeta.

PS.
L'articolo, per essere comprensibile, è volutamente generico. Altrove, in passato, ho trattato in modo più approfondito il problema della Banca d'Italia e dei legami tra massoneria e Banca d'Inghilterra con i riferimenti legislativi precisi.http://www.altalex.com/index.php?idnot=37581 http://www.altalex.com/index.php?idnot=38143 Per il problema delle banche si possono consultare i siti http://www.signoraggio.com/, Disinformazione, e il sito di Larouche http://www.movisol.org/, che da anni anticipavano il crack finanziario che oggi è sotto gli occhi di tutti. Da anni. Ma si sa... quelli sono siti complottisti. Meglio leggere il Corriere della Sera, che è equilibrato ed equidistante, Repubblica per chi è un po' a sinistra, e il Giornale per chi è un po' a destra.

sabato 20 settembre 2008

ATTENTATO AL PAPA: I MANDANTI





Di Solange Manfredi



Sono le 17.17 del 13 maggio 1981 quando, in Piazza San Pietro, due colpi di pistola esplosi tra la folla, feriscono gravemente Papa Giovanni Paolo II.

Il killer, immediatamente arrestato, secondo i racconti, grazie al provvidenziale intervento di una suora, è il turco Ali Agca.

In uno dei processi più rapidi della storia italiana Ali Agca viene condannato all’ergastolo. Nelle motivazioni della sentenza di condanna si legge che l’attentato: "non fu opera di un maniaco, ma venne preparato da un’organizzazione eversiva rimasta nell’ombra".

Di quale organizzazione si tratta?

Il processo sui c.d. mandanti dell’attentato al Papa si chiude nel 1998 senza colpevoli.


Nelle motivazioni della sentenza il giudice Rosario Priore sottolinea le:
"... enormi difficoltà, ostacoli, deviazioni, se non veri e propri boicottaggi che il cammino dell’inchiesta ha incontrato, subendone ritardi, fermate ed anche blocchi. E ciò a dimostrazione di quanto siano forti, prepotenti e soverchianti gli interessi a che non si faccia luce sull’evento e sulle sue matrici. Interessi di Stati, di organizzazioni di singoli, nonostante le mutazioni dei contesti e le cadute dei muri”.…tale delitto fu il risultato di un complotto di alto livello, e cioè che a monte dell’esecuzione, anzi degli esecutori materiali vi furono organizzatori ed entità con ogni probabilità statuali[1]

Un complotto ad alto livello dunque, ma organizzato e realizzato da chi?

MASSONERIA E GLADIO

In questo articolo cercheremo di mettere in evidenza alcuni elementi, presenti nell’attentato al Papa, che paiono ricondurre, probabilmente, ancora una volta, alla massoneria e a Gladio:

“…il complotto, ovvero l’accordo di uccidere il Papa, si sarebbe realizzato e sviluppato, avrebbe «preso corpo» attraverso la rete occulta della massoneria, e si sarebbe poi «materializzato» attraverso il braccio esecutivo dei Lupi grigi[2]”.

Porremo in evidenza come probabilmente:

- Agca non fosse un killer isolato, ma protetto, coperto ed aiutato dai servizi segreti deviati;

- Agca facesse parte, in Turchia, di una struttura tipo Gladio;

- Agca abbia portato avanti un progetto studiato, organizzato e realizzato dalla massoneria deviata.


Ali Agca


Il 13 maggio 1981 il Papa viene ferito gravemente dal terrorista turco Ali Agca.

Ma chi è Ali Agca?

Mehmet Ali Ağca, nato a Hekimhan il 09 gennaio 1958, durante il primo anno di liceo si iscrive al gruppo estremista dei Lupi grigi, l’organizzazione paramilitare del movimento nazionalista Pmn capeggiato da Alparsan Turkes.

Il numero due della struttura paramilitare Lupi grigi è Oral Celik (identificato accanto ad Agca a Piazza San Pietro e che avrebbe dovuto intervenire nel caso il cui Agca avesse fallito), personaggio ambiguo che opera anche per conto dei servizi segreti turchi, in quel periodo controllati dalla CIA[3].

Nel 1977 Agca viene inviato a seguire un corso di addestramento in un campo palestinese in Libano e iniziano a circolare voci sui suoi rapporti con i servizi segreti e una struttura tipo la Gladio italiana.

Il primo febbraio 1979 Agca uccide ad Istanbul il direttore del quotidiano liberale Milliyet, il giornalista Abdi Ipekci.

Arrestato e condannato a morte, il 25 novembre 1979 Agca evade dal carcere di massima sicurezza di Kartal Maltese. La sua fuga non ha nulla di rocambolesco, questi, infatti, indossata una divisa militare, esce indisturbato dal carcere salutato dalle sentinelle probabilmente consapevoli.

L’organizzazione della sua evasione, il modo in cui era avvenuta, la tempestività e la tranquillità incruenta della sua uscita dal carcere, dimostravano che Agka era persona ben piú importante di un qualsiasi capobastone della mafia turca o di un gerarca dei Lupi grigi[4]”.

Agca dunque pare essere un uomo prezioso, così prezioso che, una volta evaso dal carcere, godrà di protezione all’estero e di larga disponibilità economica[5].


Agca, la CIA e la Bulgarian Connection


Agca, dopo l’attentato al Santo Padre, viene immediatamente arrestato, processato per direttissima e condannato all’ergastolo. Agca non presenta appello alla sentenza.

Dopo un anno di detenzione, nel 1982, Agca afferma di voler parlare. Quale pentito riferisce agli inquirenti che: “l’attentato al Papa sarebbe stato ordinato dai servizi segreti bulgari e, in definitiva, dal Kgb russo: è la cosiddetta bulgarian connection[6]”.

Il 05 agosto 1983 Ali Agca, seppur in isolamento, invia una lettera all’addetto militare dell’ambasciata statunitense lamentando il fatto che alcuni giornali americani lo accusano di raccontare menzogne. Il tenore della lettera è imbarazzante, infatti vi si legge:

«Stimato addetto militare, al fine di prevenire qualsiasi difficoltà, questa volta le scrivo in turco. Avevo già espresso la mia enorme gratitudine e apprezzamento. Grazie: per due anni ho fatto tutto il necessario vista la mutua amicizia e interesse... Lei disse: “inizia a parlare” e io iniziai a parlare. Comunque, tenendo conto degli ultimi avvenimenti, darei un certo numero di suggerimenti. Per superare la minaccia sovietica si dovrebbe dire all’opinione pubblica che Andropov (all’epoca presidente del Kgb) è responsabile per l’attentato e costringere il Cremlino a sostituire il suo leader... Chiedo la cittadinanza svizzera o francese. Invio i miei rispettosi saluti augurando un pieno successo a tutti noi[7]».

Quale significato si deve dare al fatto che il killer che ha sparato al Papa, che dice di essere stato assoldato dal KGB, scrive in modo confidenziale all’addetto militare dell’ambasciata statunitense affermando di aver fatto il necessario, visto il comune interesse e augurando il pieno successo dell’”operazione”?

Parrebbe che la CIA e Agca si siano messi d’accordo per operare un depistaggio che inducesse a pensare che il KGB fosse responsabile dell’attentato la Papa.

Se così fosse una domanda sorgerebbe spontanea: l’accordo tra Agca e la CIA di addossare la responsabilità dell’attentato al KGB è avvenuto dopo l’attentato o, ipotesi ancora più inquietante, prima? In altri termini l’attentato è stato sfruttato dalla CIA per alimentare la c.d. guerra fredda o è stato da questa organizzato e realizzato?


Le protezioni in Italia: i verbali spariti.

Ma la protezione e l’aiuto di cui gode Agca non si limita ai confini turchi o bulgari. Anche nel nostro territorio, infatti, l’attentatore del Papa riceverà aiuti provvidenziali. Vediamo quali.

Nel febbraio del 1983 il giudice Carlo Palermo, nell’ambito della inchiesta di Trento sul traffico internazionale di droga ed armi, interroga Ali Agca:

Agka, parlandomi di alcuni personaggi turchi – che comparivano sia nelle mie indagini che in quelle sull’attentato al Papa –, e descrivendomi i suoi rapporti con loro, aveva indicato diversi numeri telefonici da lui chiamati.

Da alcuni accertamenti eseguiti all’estero (a Vienna), risultò però che le utenze telefoniche, che mi aveva segnalato, erano state fornite agli interessati solo nel 1982: cioè in un periodo successivo all’attentato al Papa e al suo stesso arresto!
Mehmet Ali Agka era un gran mentitore ma non era il solo in questa vicenda: una simile macchinazione internazionale doveva avere un bravo regista….

Decisi di reinterrogarlo di nuovo, il giorno seguente.
Questa seconda volta chiesi al giudice istruttore di Roma, Ilario Martella, di assistere all’interrogatorio.
Alla sua presenza e a quella dell’interprete e dell’avvocato, ripetei le domande all’imputato. Agka senza scomporsi ribadí a sua volta le risposte già date.

Gli contestai, documenti alla mano, la falsità delle sue dichiarazioni.
Rimase come frastornato. Dopo qualche esitazione, dinanzi alle mie insistenze, Agka ammise che, mentre si trovava in carcere, gli erano stati consegnati alcuni documenti sequestrati ad altri imputati, arrestati dopo di lui. Aveva cosí avuto modo di imparare a memoria indicazioni utili a conferire credibilità alle sue dichiarazioni.
Una copia di quel verbale rimase a me, una copia al giudice istruttore, Ilario Martella.

Due anni fa, parlando con Rosario Priore, il magistrato incaricato di portare a termine quella vecchia indagine, appresi che negli atti del processo sull’attentato al Papa (quello sui mandanti), non esisteva una copia né traccia di quell’interrogatorio: ovvero non esisteva la prova – datata 1983 – che le dichiarazioni di Mehmet Ali Agka erano state costruite, almeno in parte, a tavolino.
Perché quei documenti erano spariti?
Da chi e perché Agka era stato istruito
?" [8]


Da tutto quanto sino ad ora esaminato si evince come Ali Agca:

- abbia, nel corso di tutta la sua carriera criminale, goduto di protezioni, aiuti e finanziamenti straordinari;
- abbia eseguito ordini;
- sia stato istruito sulle versioni da dare;
- abbia ricevuto in carcere, seppur in isolamento, documenti e informazioni per meglio costruire le sue menzogna;
- abbia potuto, sempre seppur in isolamento, inviare lettere dirette e confidenziali con cui chiedeva delucidazioni e dispensava suggerimenti per accreditare false piste a quanto pare concordate.

Altro che killer isolato. Agca, probabilmente, era un uomo:

- preparato, aiutato, protetto e con grande disponibilità economica;
- legato ai servizi segreti turchi (servizi a quei tempi controllati dalla CIA);
- facente parte di una struttura tipo Gladio;
- addestrato in campi palestinesi in Libano;

Ma non solo.

Sempre nel 1983 il giudice Carlo Palermo riceve un rapporto della Guardia di Finanza di Milano. In quegli atti venivano individuati elementi di collegamento tra alcuni dei principali misteri italiani: Banco Ambrosiano, P2, omicidio Calvi, servizi segreti italiani deviati e attentato al Papa:

"Nella sostanza, a livello occulto, sembravano esistere connivenze e convergenze materiali di carattere «trasversale», rese possibili da alcuni rapporti massonici. Sulla base di riscontri svolti a livelli bancari, il killer turco appariva collegato con i vertici della massoneria inglese...[9]”.

Dunque Agca appare collegato anche con i vertici della massoneria.
Sarà allora solo una coincidenza che al killer turco la grazia, sempre negata dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, venga concessa nel giugno del 2000 dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi, indicato nel libro di Ferruccio Pinotti “fratelli d’Italia” come massone appartenente alla loggia Hermes di Livorno?
Probabilmente si.

Agca un gladiatore?

Era il 1952 quando, grazie ad un patto segreto stipulato tra la CIA e il capo del Servizio informazioni forze armate (Sifar), nasceva l’organizzazione “Stay Behind” (“Gladio”).

La struttura, alle dipendenze dell’Ufficio R del Sifar, era articolata in 40 nuclei, dei quali sei informativi, dieci di sabotaggio, sei di propaganda, sei di evasione e fuga, dodici di guerriglia. Inoltre erano state costituite cinque unità di guerriglia di pronto impiego in regione di particolare interesse(Vedi articolo su questo blog del 29 maggio 2008).


Dirà il magistrato Libero Mancuso: «Il capo della “Gladio” statunitense Mike Sednaoui, vice capo della Cia a Roma, reclutava nella P2: se non si era della P2, difficilmente si dava quella garanzia di affidabilità richiesta[10]".

Infatti proprio: “...muovendosi nell’ambito della massoneria i servizi segreti americani operarono per le loro penentrazioni in tutto il mondo. Il motivo era rappresentato dal fatto che i capi delll’OSS (diventato CIA nel 1947) erano quasi tutti massoni affiliati a logge di rito scozzese e ordini cavallereschi. Le sette iniziatiche, dal canto loro, sembravano un prolungamento naturale dei servizi di sicurezza e informazione per la caratteristica della assoluta riservatezza e per la partecipazione di alte personalità. Tutto questo venne tenuto in debito conto da Allen Welsh Dulles e dal braccio destro Donovan, Frank Wisner, che – ricorda William Colby – costituì un nuovo ordine di templari, incaricato di difendere la libertà occidentale contro l’oscurantismo comunista…I templari e le altre forme internazionali di organizzazioni coperte come il misterioso Prieurè de Sion o i Cavallieri di Malta, rappresentano strutture che hanno fornito uomini alla CIA nel corso dei decenni. Un modo per tenere sotto controllo, in modo occulto, i centri nevralgici del potere[11]

Ciò verrebbe confermato anche dal pentito Calcara[12] nel suo memoriale scrive:

La Massoneria è un potere fortissimo e chi gestisce il Potere in Italia deve venire a patti con la Massoneria….L’ENTITA’ dei PEZZI DEVIATI DELLE ISTITUZIONI è radicata in tutto il territorio italiano ! E’ composta da uomini politici, servizi segreti, magistrati, giudici e sottufficiali dei carabinieri, polizia, esercito.
Questi uomini…. vengono chiamati GLADIATORI….Sono uno Stato dentro lo Stato…..”.



Libano

Agca viene inviato a seguire un corso di addestramento in Libano.


L’informazione non è di poco conto se si considera che l’argomento Libano per la nostra Repubblica è così delicato che, ogni volta che la magistratura indaga, il Governo pone il segreto di stato. E’ stato così per:

1) l’inchiesta del giudice Mastelloni sul traffico di armi tra OLP e Brigate rosse in cui erano accusati i presunti gladiatori Generale Santovito e colonnello Stefano Giovannone;

2) Il caso Moro, dove la presenza di gladio è più che ingombrante se si considera che su incarico del Ministero della Marina un gladiatore viene inviato a Beirut per trattare la liberazione di Moro addirittura 14 giorni prima del suo rapimento;

3) La scomparsa dei due giornalisti De Palo e Toni avvenuta il 02 settembre 1980 mentre stavano svolgendo un’inchiesta sul il traffico internazionale di armi e 5 campi di addestramento palestinesi situati nel sud del Libano nella zona di Tiro e Sidone.

In altri termini, su tutte le inchieste giudiziarie che hanno cercato di fare luce su quel sordido intreccio che è Libano, servizi segreti, terroristi, campi di addestramento, gladiatori e traffico d’armi il Governo ha posto il segreto di stato. Perché?

Come già scritto in precedenti articoli comparsi su questo blog (vedi articolo del 04 maggio 2008) si ipotizza che in Libano vi fossero campi di addestramento per gladiatori di diverse nazionalità che, una volta, “preparati” venivano impiegati nelle varie azioni….probabilmente non sempre legali.

Tale considerazione deriva dal fatto che Gladio, struttura ufficialmente nata con lo scopo di difendere l’Italia da una possibile invasione sovietica e mai attivata, compare nelle pagine più buie della storia della nostra Repubblica, purtroppo mai dalla parte giusta (Omicidio Enrico Mattei, Piano Solo, omicidio Calabresi, strage questura di Milano, Argo 16, sequestro Sossi, omicidio giudice Occorsio, omicidio giudice Amato, Omicidio Toni De Paolo, caso Moro, Omicidio Li Causi, ecc…vedi articolo su questo blog del 29 maggio 2008).

Se questa è la situazione italiana una domanda sorge spontanea: quale era la “reale” funzione delle reti “stay-behind in Europa?

La domanda se l’è posta anche il principale quotidiano elvetico Neue Zürcher Zeitung (NZZ), che ha pubblicato, il 15 dicembre 2004, un articolo di un'intera pagina intitolato "Gli eserciti segreti della NATO".
Lo ha scritto Daniel Ganser del Centro studi di sicurezza (CSS) all'Università tecnica federale (ETH) di Zurigo.

"Le supersegrete reti "stay-behind" nei paesi della NATO ed in altri paesi neutrali in Europa non furono allestite soltanto per gestire la guerriglia nell'eventualità di un'occupazione sovietica dell'Europa, ma ricoprirono un ruolo nelle operazioni terroristiche della "strategia della tensione".Anche in Francia, Belgio, Portogallo, Germania, Grecia, Austria, Svizzera, nei paesi scandinavi e nel Parlamento Europeo furono aperte indagini sulle reti "stay-behind". In Germania, dove i legami con Gladio sembravano emergere con la formazione neo-nazista "Wehrsportgruppe Hoffmann" e con le bombe all'Oktober Fest del 1980 a Monaco, i due principali partiti tedeschi, CDU ed SPD, concordarono in fretta e furia di non lasciar trapelare niente in pubblico. L'esistenza di Gladio fu invece confermata dai governi di Francia, Grecia, Spagna e Belgio, ma delle rivelazioni sostanziali emersero solo in Italia, Svizzera e Belgio. Fino ad oggi la NATO, la CIA e i servizi britannici MI6 hanno respinto qualsiasi ammissione dell'esistenza stessa di una rete "stay-behind".

L'articolo del quotidiano svizzero NZZ conclude: "Chi solleva questo argomento arriva inevitabilmente al quesito di fondo: si trattava di una rete di sicurezza o erano delle cellule terroristiche? La risposta apparentemente paradossale a questa domanda essenziale è: tutt'e due. Gli eserciti segreti della NATO erano una rete di sicurezza come anche delle cellule terroristiche...[13]

Forte la conclusione a cui arriva l’esperto svizzero: “Le supersegrete reti "stay-behind" nei paesi della NATO ed in altri paesi neutrali….. ricoprirono un ruolo nelle operazioni terroristiche della "strategia della tensione”… Gli eserciti segreti della NATO erano una rete di sicurezza come anche delle cellule terroristiche ".


Se così fosse, e se le cellule Stay-behind in Europa, nate da accordi segreti stipulati tra la CIA (che ricordiamo, reclutava tra le file della massoneria) ed i servizi segreti dei vari Stati, si fossero attivate per compiere l’attentato al Papa, sicuramente avrebbero poi agito in concerto per proteggere l’operazione. E’ questo che è successo?

Probabilmente si. Infatti nelle motivazioni della sentenza del giudice Priore sui mandanti dell’attentato al Papa si legge:

“….si deve ritenere che tutti i Servizi, non solo quelli dei grandi Stati, si siano occupati di un fatto così grave e unico nella storia degli ultimi secoli…tutti, però, con l’obiettivo di impedire, una volta consumatosi il delitto, l’accertamento della verità, e così agendo per l’inquinamento dell’inchiesta e l’intossicazione degli inquirenti. Ma tant’è; e nonostante la mitridatizzazione di questi ultimi, che sovente è riuscita a smantellare teorie ed imbeccate a destra e a manca, quelle entità sono comunque riuscite a distruggere prove vere, fabbricarne di false, e a chiudere la bocca a tanti che sapevano la verità….”

Dunque i servizi segreti dei vari Stati si sono attivati non per scoprire i mandanti dell’attentato al Papa, ma con l’obiettivo di impedire l’accertamento della verità. Perché?

Ricapitoliamo:

- I servizi segreti turchi in quel periodo erano controllati dalla CIA;
- La CIA aveva istituito in vari paesi le supersegrete reti “Stay Behind”;
- Il capo della Stay Behind statunitense Mike Sednaoui reclutava nella massoneria;
- Nel 1977 Agca viene inviato a seguire un corso di addestramento in un campo palestinese in Libano e iniziano a circolare voci sui suoi rapporti con i servizi segreti e una struttura tipo la Gladio italiana.
- Agca nel 1979 uccide ad Istanbul il direttore del quotidiano liberale Milliyet, condannato a morte verrà fatto evadere dal carcere e, successivamente, protetto e finanziato;
- nel 1981, dopo l’attentato al Papa, Agca riceve in carcere istruzioni e documenti per costruire meglio le sue menzogne;
- Nel 1983 Agca può, seppur in isolamento, inviare lettere dirette e confidenziali all’addetto militare dell’ambasciata statunitense a cui chiede delucidazioni e dispensa suggerimenti per accreditare false piste a quanto pare concordate;
- i verbali comprovanti il depistaggio operato da Agca spariscono dal fascicolo della Procura;
- i servizi segreti dei vari paesi si attivano non per aiutare a scoprire i mandanti ma per impedire l’accertamento della verità costruendo prove false, distruggendo quelle vere e tacitando i possibili testimoni.

Visti questi dati non sarebbe plausibile ipotizzare che Ali Agca fosse in realtà un gladiatore, addestrato in Libano, al soldo dei servizi segreti deviati legati alla massoneria e che per loro abbia compiuto l’attentato al Papa? Probabilmente si.










[1] Sentenza del giudice Rosario Priore nel processo sui mandanti dell’attentato al Papa
[2] Carlo Palermo, Il papa nel mirino, ed. Editori riuniti.
[3] Carlo Palermo, il Papa nel mirino, Editori Riuniti
[4] Carlo Palermo, op cit
[5]Carlo Palermo, op cit.

[6] Carlo Palermo, op cit
[7] Carlo Palermo, op. cit.
[8] Carlo Palermo, il Papa nel mirino: Il killer era stato «indirizzato» verso una tesi di comodo, secondo le impostazioni anticomuniste dell’epoca, solo dopo l’attentato? Oppure la stessa sua azione delittuosa contro il Papa aveva costituito l’esecuzione di un piú ampio progetto politico, commissionatogli da quegli stessi soggetti che lo avrebbero poi dettagliatamente «ammaestrato»?
[9] Carlo Palermo, op. cit.
[10] Sergio Flamigni, Trame atlantiche, storia della loggia massonica P2, Edizioni Kaos
[11] Antonio e Gianni Cipriani, Sovranità limitata, Edizioni Associate.
[12] http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=389: Vincenzo Calcara, uomo “riservato” della mafia, pentito, aveva iniziato a collaboratore con il giudice Paolo Borsellino. Nella sua agendina rossa il giudice Borsellino appuntava i riscontri trovati ai racconti di Calcara. Il giudice verrà ucciso pochi giorni prima di poter mettere a verbale le confessioni di Calcara e l’agendina rossa verrà trafugata dal luogo della strage.

[13] http://www.movisol.org/ulse144.htm